Cinque isole visitate in sette giorni! Un vero record se pensate che mi sposto su una sedia a rotelle!

ARCIPELAGO DELLE GALAPAGOS: UN TUFFO DOVE L’ACQUA E’ PIU’ BLU E LA NATURA ANCORA INTATTA…

Scritto da Pamela Cazzaniga on . Postato in viaggi senza barriere

Il paradiso terrestre esiste davvero e prende il nome di arcipelago delle Galapagos!

Cinque isole visitate in sette giorni! Un vero record se pensate che mi sposto su una sedia a rotelle! Un viaggio paradisiaco a stretto contatto con tantissime specie di animali in un habitat totalmente incontaminato. Tour snorkeling, birdwatching, bagni di sole, percorsi circondati da tartarughe terrestri e iguane marine. E tanto pesce da mangiare in barca, anche crudo quando si ha la fortuna di pescarlo durante un’uscita in mare aperto. Le Galapagos non solo non deludono, ma attirano tutti i viaggiatori più curiosi e temerari!

Isole Galapagos, Ecuador.
Il paradiso terrestre esiste davvero e prende il nome di arcipelago delle Galapagos! In totale sono tredici isole vulcaniche, sette maggiori e sei minori, sono bagnate dall’oceano Pacifico e sono distribuite a nord e a sud della linea dell’equatore. Appartengono politicamente all’Ecuador, che dista circa 1000 chilometri. Le Galapagos sono state scoperte in modo del tutto casuale dal vescovo di Panama, Tomas de Berlanga, il 10 Marzo 1535. All’epoca le isole erano disabitate e Berlanga le descrisse di aspetto arido con tartarughe giganti, iguane, leoni marini e tantissime specie di uccelli. L’arcipelago comparì la prima volta sulle mappe nel 1570 ma divenne famoso successivamente quando il naturalista Charles Darwin eseguì uno studio scientifico a bordo della nave Beagle tra il 1831 e il 1836. Le sue osservazioni sulle variazioni scientifiche dei fringuelli locali gli diedero la prima ispirazione per tracciare la teoria dell’evoluzione, descritta ne “L’origine delle specie“.

Ho raggiunto l’isola di Baltra, porta d’ingresso delle isole in quanto vi è l’aeroporto, con un volo partito da Guayaquil operato dalla compagnia aerea Avianca. La mia prima tappa è stata Santa Cruz, dove ho pernottato le prime cinque notti e da dove mi sono spostata in barca per visitare altre isole. Prende il nome da una nave di una flotta britannica, ha un’area di 986 Km quadrati e un’altitudine di 864 metri sul livello del mare. La vivace Puerto Ayora, centro nevralgico dell’isola, ospita la maggiore popolazione umana dell’arcipelago. Prima di effettuare ogni tipo di escursione recatevi alla stazione di ricerca Charles Darwin, situata alla fine del Malecon di Puerto Ayora, per avere un’infarinatura riguardo a quello che andrete a vedere e fare. Fu fondata nel 1964, ha l’obiettivo di ricerca ed educazione ambientale per la salvaguardia delle isole e numerosi scienziati da tutto il mondo vi lavorano costantemente. E’ parzialmente accessibile in carrozzina in quanto, nonostante vi siamo delle rampe, in alcuni tratti la strada è rotta ed il percorso è ostacolato da molti sassi. Una delle attrazioni principali dell’isola è El Chato, una riserva naturale situata negli altopiani di Santa Cruz. E’ conosciuta come un territorio di roaming per le tartarughe giganti delle Galapagos, che attraversano la riserva sulle loro migrazioni permanenti dalla costa agli altipiani, rendendolo uno dei pochissimi luoghi in cui è possibile vedere questi animali enigmatici nel loro habitat naturale. Il sentiero è composto da terra e sassi ma è accessibile in sedia a rotelle. Tra le spiagge più affascinanti dell’isola invece troviamo El Garrapatero. Dal posteggio si accede tramite un sentiero fruibile in carrozzina. I colori turchesi del mare si fondono con l’azzurro del cielo rispecchiandosi nella sabbia bianchissima!

Le sue acque cristalline permettono di avvistare tartarughe marine, leoni marini, squali, razze e piccoli pinguini.

Dal porto di Puerto Ayora sono partita per un daily tour, prenotato in internet con Roberto Furlani consulente di Evolution Travel,
in direzione delle isole Pinzon & Daphne. Dopo un’ora e dieci minuti di navigazione si arriva a Penguin Bay per il primo tour snorkeling. Le sue acque cristalline permettono di avvistare tartarughe marine, leoni marini, squali, razze e piccoli pinguini. Dopo il pranzo a base di pesce e riso è la vota della spiaggia di La Fe, dove è possibile rilassarsi, nuotare con le iguane o tornare a fare snorkeling. La barca non è accessibile in sedia a rotelle e nemmeno il piccolo bagno a bordo è utilizzabile in carrozzina. Per salire e scendere dalle imbarcazioni occorre farsi sollevare.

La mia seconda escursione da Puerto Ayora è verso l’isola di San Cristobal. Ho acquistato i biglietti della barca direttamente in loco in una delle numerose agenzie di viaggio. Con una superficie di 558 km quadrati, l’isola è intitolata a San Cristoforo, patrono dei marinai. Io l’ho soprannominata l’isola dei leoni marini, in quanto ve ne sono moltissimi! Appena sbarcati si possono vedere ad occhio nudo sulle rocce e nelle spiaggette adiacenti. Ma se volete scattare una fotografia assieme o avere uno stretto contatto con questa specie di animali dovete recarvi a La Loberia, spiaggia situata a dieci km dal centro. Lungo il sentiero che conduce alla spiaggia si possono incontrare giganti iguane marine. Il percorso è costituito da sabbia battuta percorribile in sedia a rotelle.

Terza tappa sempre dal porto di Puerto Ayora: Santa Fe e Playa Escondida. Anche questa escursione è stata prenotata in internet tramite Roberto Furlani, consulente di Evolution Travel. Santa Fe, chiamata anche isola di Barrington dal nome dell’ammiraglio britannico Samuel Barrington, è una piccola isola relativamente piatta al centro dell’arcipelago delle Galapagos. Geologicamente è uno dei più antichi vulcani con formazioni rocciose sotto la superficie dell’acqua che risalgono a 3,9 milioni di anni fa. Prima tappa birdwatching: uccelli di vari tipi tra cui le sule con le zampe azzurre e qualche fregata. Per quest’ultima specie non era il periodo giusto, quindi mi sono sentita ancora più fortunata nell’avere avuto la possibilità di ammirare ad occhio nudo un paio di questi caratteristici uccelli dal petto rosso. Durante la navigazione abbiamo pescato un tonno, che abbiamo mangiato in barca crudo. Nel pomeriggio ci siamo recati alla incontaminata Playa Escondida. Come la maggior parte delle spiagge delle Galapagos, anche quest’ultima è raggiungibile solo via mare. Non perdetevi l’occasione di nuotare fino alla spiaggia, l’acqua è caldissima e la sensazione di immergersi in quelle acque turchesi è unica!

Le ultime due notti le ho trascorse sull’isla Isabela, la più grande di tutto l’arcipelago. Il maggior centro abitato è Puerto Villamil, dove si snodano alcuni hostal e ristoranti. Niente a vedere con la scelta di locali e l’allegria di Puerto Ayora, qui è tutto più tranquillo! La strada principale non è asfaltata ma è composta da sabbia battuta. Non è difficile da percorrere in sedia a rotelle, tranne quando piove presumo! Proprio nel centro di Puerto Villamil c’è una piccola laguna dove è possibile ammirare alcuni flamingos circondati da altre specie di uccelli. All’interno dell’isola vi sono diversi “mirador” da dove è possibile osservare il panorama ed anche il vulcano Sierra Negra, inaccessibile in sedia a rotelle. E’ possibile raggiungere il Mirador El Cura (860ml) in auto. Un lungo sentiero di sabbia battuta parte dal centro di Puerto Villamil e reca, dopo ben cinque km, al Wall of Tears, muro di un’antica prigione denominato “muro delle lacrime” per la morte di molti prigionieri durante la sua costruzione. Durante il tragitto vi sono pozze e spiaggette dove nuotare e prendere il sole indisturbati.

Purtroppo devo ammettere che alle Galapagos non c'è quasi nulla di accessibile... Ma il bello di queste isole è proprio il fatto che siano ancora intatte e non costruite.

IL TACCUINO DI AGENDA VIAGGI

Accessibilità in sedia a rotelle.
Purtroppo devo ammettere che alle Galapagos non c’è quasi nulla di accessibile… Ma il bello di queste isole è proprio il fatto che siano ancora intatte e non costruite. Quindi dimenticatevi di passerelle sulla sabbia, bagni per disabili nei locali, imbarcazioni con pedana, rampe etc. Ma se, come me, avete un forte spirito di adattamento questo viaggio vi regalerà emozioni fortissime!

Imperdibile
Credo di aver già indicato tutti i luoghi più interessanti nella prima parte di questo articolo. Quello che, a mio avviso, risulta imperdibile per chi si reca alle Galapagos è il contatto diretto con la natura. Tirate un forte respiro, rilassatevi e lasciatevi coccolare dagli animali che vi girano attorno (mi raccomando, bisogna sempre mantenere due metri di distanza ed è severamente vietato toccarli). Immergetevi nelle acque limpide del Pacifico per nuotare con gli squali e le tartarughe marine! I più temerari possono acquistare dei “diving tour” nelle varie agenzie locali. Insomma il mio consiglio è quello di abbandonarvi in questo Eden per raccogliere dentro di sé tutte queste emozioni difficilmente sperimentate altrove!

Dove mangiare
Santa Cruz, ristorante La Garrapata. E’ situato sul lungomare tra il porto e la riserva di Darwin. Ambiente accogliente ed informale tra i migliori dell’isola. Il pesce è ottimo! Piatto consigliato: ceviche, ricetta a base di pesce e/o frutti di mare crudi e marinati nel limone dove vengono aggiunte spezie come il peperoncino ed il coriandolo. Accesso per disabili. Il Giardino, bellissimo locale gestito da un italiano. Entrata per disabili. Cucina ecuadoriana e mediterranea accompagnata da ottimi vini. Piatto consigliato: spaghetti ai frutti di mare. E’ possibile fermarsi a sorseggiare un cocktail dopo cena. Isola Isabela, ristorante Coco Surf, sulla via principale di Puerto Villamil. Locale molto semplice ma ben curato, ingredienti freschi e combinazione di sapori per una grande varietà di proposte. Piatto consigliato: crispy rice, ovvero riso con granchio. Accesso per le sedie a rotelle. La Casa del Asado de Anibal Garcia. Il grill è posizionato di fronte al ristorante, il pesce è fresco e gustoso ed il prezzo abbordabile! Unico neo la posizione, decentrata rispetto alla via centrale. Ottime sia la grigliata di carne che di pesce!

Dove dormire
Hostal Seymour a Puerto Ayora, isola di Santa Cruz. A pochi minuti a piedi dal Malecon e dai numerosi ristoranti e negozi. Il lungomare è raggiungibile tramite una ciclabile accessibile in sedia a rotelle. Le camere sono semplici e funzionali. Vi è una vasca idromassaggio all’aperto dove rilassarsi la sera, quando si rientra dopo le varie escursioni. Personale cordiale, free wi-fi nella zona della recepetion, disponibilità di acqua fresca potabile, colazione continentale. Hostal Galapagos a Puerto Villamil, Isabela. Sulla via principale del centro, l’hostal si divide in due parti: bar sulla spiaggia e reception sul lato destro, mentre su quello opposto si snodano le camere. Le stanze sono luminose e spaziose. Nella zona bar fronte spiaggia è possibile utilizzare gratuitamente il wi-fi. Accanto al bar si trova un negozietto di souvenir. Ottimo rapporto qualità/prezzo.

Testo e foto Pamela Cazzaniga

Pamela Cazzaniga

Pamela Cazzaniga

Solare, vivace ed esuberante ama da sempre le lingue e i viaggi. Vive in provincia di Lecco, vicina alla soglia dei 40 anni è da 18 su una sedia a rotelle a causa di un brutto incidente stradale. Dopo aver superato il trauma ha ripreso a girare il mondo e, sull’onda di questa grande passione, nel 2014, ha aperto un blog “ilmondodipamela.it” per stimolare i disabili a viaggiare. Felice di collaborare con Agendaviaggi che le permette di realizzarsi come donna, viaggiatrice ma soprattutto come disabile. Il suo motto è “crederci sempre arrendersi mai!”