Al sodo con So.De : il social delivery della rivoluzione sostenibile

Al sodo con So.De : il social delivery della rivoluzione sostenibile

Scritto da Camilla Castellani on . Postato in Food&Drink

Milano, Italia.
Da Milano e per Milano So.De – Social Delivery inizia le sue prime vere pedalate nella metropoli meneghina. Dopo il successo della raccolta fondi nell’ambito del Crowdfunding Civico del Comune di Milano – sulla piattaforma Produzioni dal Basso – dello scorso marzo, il progetto di delivery sociale ha da poco dato il suo primo stacco ai blocchi di partenza.

Ma arriviamo al dunque, al sodo. Chi è So.De? Perché la domanda vera non è cosa ma chi si celi dietro e dentro questa iniziativa dal sapore tutto meneghino. Promosso da Rob de Matt – ristorante-bistrot nel quartiere Dergano ma anche (e soprattutto) associazione di promozione e inclusione sociale e lavorativa rivolto a persone con storie di marginalità – So.De vuole ribaltare completamente il sistema di delivery. Partendo da una contrattualizzazione equa dei suoi rider, il progetto supporta prodotti a filiera corta e controllata. Un’etica legata alla valorizzazione del territorio e alla sostenibilità: le consegne vengono effettuate in bicicletta o in cargo e il cibo è custodito in packaging sostenibile.

Insomma, quella di So.De è una vera e propria missione: supportare non solo commercianti e artigiani di quartiere ma anche creare e – poi – sensibilizzare la sua community e comunità al consumo consapevole, alla cucina circolare, dalla prima pedalata allo sprint finale.

«Sono stati mesi molto intensi quelli che ci hanno portato dalla chiusura del crowdfunding a oggi. Il lancio di So.De – Social Delivery è per noi un sogno che si avvera e in cui crediamo fermamente» afferma Elia Cipelletti, uno dei co-founder di So.De – Social Delivery. «Abbiamo raccolto l’entusiasmo di moltissime realtà che vogliono lavorare sugli stessi nostri valori di solidarietà sociale e sostenibilità, segno che è ormai una necessità tangibile per le persone ma anche per il mercato. Siamo finalmente pronti a partire e non vediamo l’ora di cominciare».

Ruolo centrale nel progetto So.De è la figura del rider. La squadra è stata selezionata proprio in queste settimane. E proprio in questi giorni i rider stanno completando la formazione professionale che gli permetterà di prendersi cura della bicicletta con piccole riparazioni quotidiane, di conoscere la città e attraversarla in sicurezza, ma anche di sviluppare le competenze trasversali (dalla comunicazione efficace alla negoziazione) e digitali utili per svolgere il proprio lavoro al meglio e per diventare veri e propri punti di riferimento dei quartieri in cui operano.

E se i rider sono il cuore del progetto, il sangue che circola e pompa questo muscolo vitale per So.De è l’unione tra impatto zero – obiettivo imprescindibile – e partnership responsabili. Grazie alla collaborazione con Rossignoli Biciclette – storica certezza milanese in fatto di biciclette dal 1900 – So.De – tutti i prodotti saranno consegnati, come anticipato, con mezzi a basso impatto ambientale come biciclette e cargo bike. Particolare attenzione è stata posta anche all’equipaggiamento e alla tenuta dei rider, grazie alle partnership con aziende responsabili come ad esempio le milanesi Bragoon per le divise da pioggia colorate, tecniche e sostenibili, Fatto da Yo! per magliette e felpe personalizzate, Banale Design per mascherine, guanti e borracce resistenti.

So.De sarà disponibile da gennaio, ma muoverà i primi passi in città consegnando libri e pacchi solidali natalizi a oltre 150 famiglie in condizioni di fragilità, anche grazie alle numerose donazioni raccolte a supporto del progetto. Una parola: collaborazione. Una sinergia che vibra da 10 mesi intensi per il team di progettazione, che ha sviluppato un software di gestione dei percorsi, sempre nel rispetto della trasparenza del lavoro dei rider, con Gnucoop e ampliato la rete di aziende interessate alla consegna dei propri prodotti.

Camilla Castellani

Arte, fotografia e musica i suoi giù grandi interessi. Appassionata di cultura urbana. Le entusiasma viaggiare e lo farebbe, se avesse soldi. Le piace scrivere di tutto, tranne la sua bio.