GRANDE ACCLAMAZIONE PER LA COMPAGNIA NAZIONALE DI RAFFAELE PAGANINI CHE PORTA IN SCENA UNO DEI BALLETI PIÙ NOTI E AMATI DAL PUBBLICO: L’EMOZIONANTE “IL LAGO DEI CIGNI” DI PËTR IL’IČ ČAJKOVSKIJ.

Roma, Italia.
È la realizzazione di un sogno (progetto) del coreografo Luigi Martelletta “Il Lago dei Cigni” in calendario alla Sala Umberto di Roma; è la visione matura scaturita da una lunga e intensa carriera come primo ballerino al Teatro dell’Opera di Roma (nonché in altri italiani ed europei), grazie alla quale l’artista riesce a portare sul palcoscenico una brillante interpretazione dell’opera di Čajkovskij.
E infatti, si legge appieno l’esperienza di Martelletta nel saper far emergere taluni aspetti nodali del libretto, mai approfonditi prima d’ora: la drammaturgia classica dell’azione coreografica-teatrale fa, dunque, un passo indietro a favore di modalità di riappropriazione dell’esperienza comune. Quell’esperienza che vive di particolari e situazioni, di scene e attimi qui riuniti in collage ampi e pluridimensionali, secondo una metrica e metodologia di lavoro dedita alla ricerca e al progresso. Fortemente legato alla tradizione accademica, Luigi Martelletta presenta una propria interpretazione, stilisticamente più snella e vivace, alleggerendo tutti quei manierismi e diktat propri del repertorio classico. Ma le danze e l’itinerario danzato noto al grande pubblico saranno ovviamente rappresentati: i cigni, la danza spagnola, la danza russa, il valzer e i passi a due.
Si può a ragione definire “figlio dell’oggi” questa “prima” dell’opera, con il suo essere piena e vivida espressione, estrema e radicale, della realtà. Quella realtà non puramente realista, ma vera.
Entusiasmante l’interpretazione della Compagnia Raffaele Paganini e degli attori principali (Maria Chiara Grasso e Carlo Pacienza), capaci di far vivere allo spettatore l’essenza profonda dell’opera.
Photo Luca Vantusso 2016
Manuela Mancino




