UTØYA, AL TEATRO FILODRAMMATICI IL RACCONTO DI UNA STRAGE

Scritto da Anna Alemanno on . Postato in Appuntamenti, cinema

Milano, Italia.
Al teatro dei Filodrammatici fino  al 14 gennaio, sarà in scena Utøya con la regia di Serena Sinigallia. Il testo teatrale, scaturisce dall’interesse della regista per il saggio “Il silenzio sugli innocenti” che  Luca Mariani ha dedicato alle stragi di Oslo e di Utøya. Serena Sinigallia commissiona quindi un testo a Edoardo Erba ed elabora una sua nuova regia. Non era deciamente semplice mettere in scena un’evento contemporaneo così tragico e insensato e purtroppo forse già pericolosamente lontano dalla memoria collettiva. L’isola di Utoya era la sede dello storico campeggio dei giovani socialdemocratici norvegesi: lì, il 22 luglio 2011, Anders Breivik uccise 69 ragazzi, dopo aver fatto altre 8 vittime con un’autobomba a Oslo.
Utøya mette in scena la carneficina operata da Anders Breivik sull’isola norvegese attraverso le testimonianze di tre coppie sempre interpretate dai bravissimi Arianna Scommegna e Mattia Fabris.  La prima coppia è formata da marito e moglie, lui un professore universitario socialista che ha obbligato la figlia adolescente ad andare a quel campeggio. La seconda è composta da due contadini,  un fratello e una sorella,  vicini di fattoria di  Breivik. La terza ha come protagonisti due poliziotti di una piccola stazione vicina a Utøya. Sullo sfondo di una raffinata quanto semplice scenografia di Maria Spazzi (vincitrice del Premio Hystrio-Altre Muse 2017), una sorta di memoriale-cimitero, per ricordare i ragazzi morti, fatto di ceppi e lastre di vetro spezzate, si dipanano le diverse dinamiche di queste coppie, differentemente coinvolte nell’evento.

Il testo vuole porsi e porre allo spettatore una necessaria riflssione sull’origine del male nella società contemporanea. Un gesto così assurdo e crudele è generato da pura follia? E quanto siamo realmente in grado di “vedere” e prevenire gesti talmente insensati? Niente e nessuno è realmente al sicuro dal male. Neppure coloro che vivono illusoriamente “protetti” da regole di obbedienza e codici sociali. Ogni tipo di rigidità, anche paradossalmente generata da lecite regole sociali, può diventare una barriera anche questa assurda e inspiegabile. L’unico cono di luce, l’unica risposta possibile all’insensatezza di tali atrocità, come nel finale della pièce, arriva da un gesto semplicissimo e umanissimo: un abbraccio, un sorriso, pur nella consapevolezza amara del mistero del male.

UTØYA di Edoardo Erba | con la consulenza di Luca Mariani, autore de Il silenzio sugli innocenti | regia Serena Sinigaglia | scene Maria Spazzi | luci Roberto Innocenti | con Arianna Scommegna, Mattia Fabris | co-produzione ATIR Teatro Ringhiera, Teatro Metastasio di Prato | con il patrocinio della Reale Ambasciata di Norvegia in Italia.

Info: www.teatrofilodrammatici.eu
tel. 02 36727550

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Anna Alemanno

Anna Alemanno

Anna C. Alemanno “La vie est un rendez-vous… Et un rendez-vous est un voyage”. Scrisse qualcuno. E per una reggina di nascita, palermitana d’adozione, milanese per necessità che ora vive a Parigi dove ha trovato il suo posto dell’anima a Montmartre (sarà un caso che è il quartiere degli artisti?) il viaggio è nel suo Dna. Giornalista (e sì, anche un po’ scrittrice), si è occupata di moda, beauty e cultura per diverse testate cartacee e ora collabora come free-lance per magazine on line e uffici stampa.

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