Una visita a Chieri, il regno del grissino, della focaccia dolce e del caffè

Scritto da Alfredo Rossi on . Postato in Food&Drink, Weekend

Chieri, a una quindicina di chilometri da Torino, è stata la capitale europea del fustagno, settore tessile che negli ultimi trent’anni è andato un po’ in crisi. Oggi Chieri ha ripreso quota perché ha saputo coltivare alcune importanti tipicità gastronomiche. Siamo andati a provarle, golosamente, per voi

 

 

 

Chieri, Italia.
Basta allontanarsi una quindicina di chilometri da Torino a Sud-Est del Po per incontrare sulla strada un borgo medievale che negli anni è cresciuto fino a diventare una città di quasi 40mila abitanti nota in tutta Europa per il comparto tessile. Specializzata prevalentemente nella produzione del fustagno, nell’Ottocento la città divenne un punto di riferimento nel settore, tanto da coinvolgere fino a un abitante su due. Negli ultimi trent’anni, però, il settore ha subito un netto ridimensionamento e la città è diventata un importante avamposto residenziale che ha saputo continuare a “coltivare” alcune tipicità enogastronomiche tra cui spiccano il grissino rubatà, il vino fresia e la focaccia dolce. Oltre alla tradizione della famiglia Vergnano che nel 1882 proprio a Chieri fondò la più antica torrefazione italiana. Ma Chieri è anche la città in cui a metà del XIX secolo studiò e diventò sacerdote san Giovanni Bosco, fondatore delle congregazioni dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice e canonizzato da papa Pio XI nel 1934.

La visita al centro storico di Chieri, purtroppo in una uggiosa domenica di inizio novembre, parte dall’arco di piazza Umberto I edificato nel 1580 in onore di Emanuele Filiberto che non fece in tempo a vederlo terminato e prosegue verso il duomo costruito dalla scuola romanica-gotica con forti influenze fiamminghe (peccato accolga i visitatori, nonostante la concomitanza con la 40ª edizione della Fiera di San Martino, a luci spente). Tappe del gusto il laboratorio di produzione dei grissini rubatà, la pasticceria “Dolci & dolci” specializzata in prodotti senza lattosio e senza glutine, l’accademia del caffè Vergnano, la pasticceria Buttiglieri e la pasticceria Avidano.

 

IL GRISSINO RUBATA’ 

Prodotto da forno tipico della cucina locale, il grissino rubatà a Chieri  è un prodotto a tutti gli effetti a km zero. Ugo Servetti, presidente dell’associazione panificatori, è uno dei maggiori produttori e racconta che le origini del nome derivano dal dialetto piemontese che con quel termine (che significa “caduto”) indica il gesto del panettiere che prende dalle punte i grissini appena stirati a mano e li fa “cadere” sul tavolo da lavoro. Il rubatà, che non ha niente a che vedere con il grissino stirato, è stato anche incluso nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

 

PASTICCERIA DOLCI & DOLCI (via Orfane, 1 – Chieri)

Il dolce è un piacere ed è giusto che ne godano tutti. Anche chi ha intolleranze o allergie alimentari. È questa la filosofia con cui i coniugi Mariella Droetto e Fabrizio Martella portano avanti da anni la pasticceria che presto aprirà i battenti anche a Torino. Dolci senza lattosio e senza glutine e anche qualcosa per i vegani. Nulla di speciale, potrebbe sembrare, se non fosse per la ricerca delle materie prime da utilizzare. Solo prodotti naturali e di primissima qualità per una reinterpretazione dei dolci classici, non una semplice riproduzione con materie prime prive di allergeni. “Non vogliamo imitare il gusto – spiega la signora Droetto – il nostro obiettivo è di reinterpretare le ricette tradizionali con prodotti diversi e tutti naturali”.

 

ACCADEMIA DEL CAFFE’ VERGNANO (via Cesare Balbo, 4 – Chieri)

Il caffè in Italia è una cosa seria. Lo sanno bene a Chieri  dove nel 1882 Domenico Vergnano fondò la più antica torrefazione d’Italia. In quella struttura, che oggi è diventata l’accademia del caffè, si può anche pranzare (piccoli eventi privati a base di prodotti tipici locali preparati dagli chef di Eataly e vino Fresia) e lasciarsi travolgere dalla cultura del caffè. È qui che gli agenti e i baristi che lavorano con Vergnano si formano e imparano i segreti del caffè ed è qui che l’azienda sviluppa idee e progetti ecosostenibili per il futuro (a cominciare dalle capsule compostabili).

 

Pierfrancesco Catucci

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Alfredo Rossi

Alfredo Rossi

Milanese di nascita, monzese di residenza, sono sposato e ho quattro figli e quattro nipoti. Giornalista professionista, ho lavorato a Il corriere dei ragazzi, Max, Sale & Pepe, Chi (quando si chiamava ancora Noi), Donna Moderna, Sorrisi & Canzoni, Io Donna, Novella 2000, Sette. Ho scritto centinaia di sceneggiature per fumetti e fotoromanzi. Appassionato di teatro, lo frequento molto, sia sulle poltroncine rosse da spettatore sia sulle tavole del palcoscenico come... attore. Mille interessi, nessuno mai approfondito in modo sistematico, forse perché non amo la routine. Il mio motto? "La vita è bella, ma può sempre diventare ancora più bella”.