LABORATORIUM DI IDEE ED EMOZIONI

Scritto da AGENDAVIAGGI on . Postato in archivio

Promosso da iAM Foundation il progetto culturale che aspira a riaprire il dialogo tra arte e società reale.

Venezia, Italia.
Italia docet. Laboratorium. Artists, Participants, Testimonials and Activated Spectators, evento collaterale alla 56. Esposizione Internazionale d’Arte –Biennale di Venezia, è un progetto culturale che aspira a riaprire il dialogo tra arte e società reale, ponendo la prima al servizio della seconda. L’ambizioso programma, promosso da i-AM Foundation, che quest’anno festeggia il suo primo compleanno, ha un concept innovativo: creare un monumento contemporaneo che racconti, in modo dinamico, il valore del nostro saper fare. “Italia docet, un titolo aggressivo”, dichiara Leonardo Rotatori, direttore del progetto nonché linker dei capitani d’impresa “preferisco definirlo un laboratorium di idee e di emozioni, uno spazio di dialogo.” Come nella bottega rinascimentale, dove l’opera è frutto di una coralità di mani, di pensiero e di cuore, il grande lavoro collettivo, ideato come work in progess, interpreta le lezioni del passato in chiave moderna.

laboratorium-biennale-venezia1

La matrice – o fonte di ispirazione– è il cartone preparatorio de La scuola di Atene di Raffaello Sanzio, conservato alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano. Il modello è stato scelto dal pittore Federico Guida, che svolge il ruolo di mediatore culturale, di linker tra gli artisti del Mondo. Guida realizza i primi bozzetti, taglia, destruttura, getta le basi per sviluppare i futuri soggetti e crea i “frammenti” di un corpus opera che si completerà nei prossimi due anni. Interpreta il lavoro di Raffaello sostituendo gli antichi pensatori e matematici del Rinascimento con i volti di moderni imprenditori, come nella tavola Motherboard # Bios con cinque frammenti per nove mecenati e la Motherboard # 1 e 2 con 10 progetti per Milano con il ritratto spin off .

laboratorium-biennale-venezia2

E ancora la tavola Motherboard # Red Bridge, dove “leggiamo” tre frammenti di humanitas, un ritratto di Mecenate e il portrait di Muhammad Yunus, premio Nobel per la pace, nonché un polittico intitolato“Red Wild Roses”.

Con il metodo dell’open structures sarà realizzato un lavoro d’identità sociale/globale, dove l’artista è il referente e l’interprete della cultura del territorio e il singolo gesto creativo si trasformerà in “un unicum parziale”, integrabile e attualizzabile.

Gli artisti, che provengono da diversi Paesi, hanno risposto con entusiasmo alle call (inviti) di i-AM Foundation per la costruzione di una grande opera d’arte, contaminandola e contaminandosi.
Ted Barr, artista israeliano e co-curatore con Valentina Fasan – Call#3 “Maestri e scolari” -, presenta a Palazzo Barbarigo Minotto la corpus opera policultura “Light within the darkness”.

laboratorium-biennale-venezia4

L’artista concentra l’attenzione sul tema, presente in molte religioni, tra la luce (la conoscenza) e il buio (l’ignoranza). Pierpapolo Curti, nell’opera “Burning mirrors 2015” – Open call n. 2 Magistri – sviluppa il racconto del “palinsesto” di Archimede, rivisitato in una serie di lettere, corrette dal bianchetto, e altri piccoli dipinti come il “water clock” o “catapult”che interpretano le principali invenzioni di Archimede.
Dopo Venezia le call ad altri artisti continueranno e, nell’arco di 18 mesi, i frammenti per un corpus opera di 10 tavole da 8 metri per 3 via via si esauriranno. L’attività si sposterà poi sul web allargando la partecipazione a 180 artisti.

Dove: Venezia, Palazzo Barbarigo Minotto
Fondamenta Duodo o Bargarigo, San Marco 2504
Quando: dal 4 al 31 ottobre 2015
Info su I-AmFoundation.org

Lucia Siliprandi

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento

Devi essere loggato per postare un commento.