“Romanticismo”, quando cambiò l’immaginario del mondo occidentale

Scritto da Elena Borravicchio on . Postato in Appuntamenti, Coppia, Cultura, Famiglia

 

In mostra fino al 17 marzo 2019 alle Gallerie d’Italia di piazza Scala (sede museale di Intesa Sanpaolo) e al Museo Poldi Pezzoli  la Mostra “Romanticismo”. Completa e sotto molti aspetti inedita, rappresenta la prima esposizione dedicata al contributo italiano al movimento che ha cambiato il principio della tradizione, rivalutando ambiti minori, nel corso della prima metà dell’ottocento.

 

 

 

Milano. Italia.
In mostra alle Gallerie d’Italia e al Museo Poldi Pezzoli, il “Romanticismo”, la prima grande rassegna mai realizzata, dedicata al Romanticismo italiano, con particolare attenzione alla sua espressione milanese, e i suoi rapporti con i fermenti culturali del resto d’Europa, dalla fine del Settecento alla metà dell’Ottocento.
Torna alla mente una canzone che recita con enfasi: “Figlio, chi t’insegnerà a guardare il cielo fino a rimanere senza respiro? A guardare un quadro per ore e ore fino a avere i brividi dentro il cuore?”. La mostra sul Romanticismo italiano, meta non a caso di moltissime scolaresche, sembra la risposta giusta a quella inquietudine. Impossibile non emozionarsi di fronte alle prime grandi opere che, in contrasto con gli ideali dell’Illuminismo, mettono in primo piano l’individuo e i sui slanci interiori. Sapientemente organizzata, la mostra si struttura per grandi tematiche, 21 per l’esattezza, tratteggiate da pannelli esplicativi e citazioni di autori romantici come il Leopardi e il Manzoni, e sviluppate in altrettante sale, nella suggestiva cornice delle Gallerie d’Italia e la sobria eleganza del palazzo/museo Poldi Pezzoli.

Un contesto coinvolgente, che accompagna il visitatore passo dopo passo nello scenario dell’Italia romantica, proposto dalle tele di Friedrich, Bagetti,Corot, Turner, Amerling, Waldmüller, Hayez, Molteni, Carnovali, D’Azeglio, Migliara, Inganni, Canella, Caffi, Fergola, Induno e le statue di Bartolini, Tenerani e Vela, per citarne alcuni, e gli permette di assaporarne gli ideali: dalla forza travolgente della natura al rapimento del sogno; dagli assolati paesaggi della pianura italiana all’esuberanza del Vesuvio; dalla riscoperta patriottica dei monumenti antichi alla valorizzazione dei ritratti, dove è l’interiorità del soggetto ad emergere prepotente; dai temi sacri al riscatto degli ultimi, con una serie di intensi piccoli spazzacamini; passando per i moti rivoluzionari degli anni Venti, Trenta e del 1848 e una intera sezione dedicata al Manzoni e i suoi personaggi.
Sarà una rappresentazione “immersiva” – ha spiegato Gian Giacomo Attolico Trivulzio, Presidente del Museo Poldi Pezzoli – i visitatori percorreranno le stanze del palazzo per scoprire i dipinti e le sculture della mostra e per raggiungere infine la Wunderkammer dedicata a Dante, una delle testimonianze superstiti più 5emblematiche e affascinanti del Romanticismo nel nostro Paese. Non sarà solo una mostra artistica, ma l’affresco che ritrae la vita culturale e l’atmosfera quotidiana della città nei decenni centrali del XIX secolo”. “Quando pensiamo al romanticismo pensiamo alla letteratura di Manzoni, Leopardi, Foscolo, pensiamo alla grande musica, il melodramma di Rossini, Bellini, Donizzetti, Verdi – ha commentato Fernando Mazzocca, curatore della mostra – invece in quegli anni in Italia c’è stata anche una grade arte, pittori e scultori che hanno rivoluzionato i generi e il modo di vedere e interpretare la realtà. La mostra farà riscoprire un’Italia impensabile, quella della prima metà dell’Ottocento, quando il nostro paese era un paese politicamente diviso in tanti stati però pieno di grande energia”.

Info:
Gallerie d’Italia
Piazza della Scala 6
Milano

Museo Poldi Pezzoli
Via Manzoni 12
Milano

Foto piccola in alto Elena Borravicchio, foto grande courtesy bv Gallerie d’Italia

 

Elena Borravicchio

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Elena Borravicchio

Elena Borravicchio

Torinese di nascita e monzese di adozione, avendo vissuto, nel mezzo, un pezzo di vita a Milano e uno ad Abu Dhabi, prende la vita con filosofia, come la sua laurea. Appassionata di sociale, educazione, teatro, danza e viaggi, non esce mai di casa senza penna e taccuino e pensa di non aver vissuto fino in fondo un’emozione se prima non l’ha trasferita sulla carta. Circondata di amici monzesi, ma soprattutto stranieri, si dedica con gioia alla sua famiglia e al mestiere di freelance.