Rapporto sul turismo enogastronomico italiano 2019

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Le esperienze enogastronomiche? Uno degli ingredienti in ascesa nella vacanza di tutte le categorie di turisti. Con un risultato del + 48% in un anno.

Milano, Italia.
L’enogastronomia si sta confermando un interessante vettore dei viaggio per il 45% degli italiani che hanno dichiarato di aver scelto questo tipo di motivazione per le loro mete negli ultimi tre anni. Ciò è emerso nel rapporto sul turismo enogastronomico italiano 2019 presentato a Milano, sotto la supervisione scientifica della World Travel Association e dell’Università degli studi di Bergamo, con il patrocino del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, di ENIT-Agenzia nazionale del Turismo, Federculture, ISMEA; Fondazione Qualivita e Touring Club Italiano. Per Roberta Garibaldi, autore del rapporto: “Si tratta di un dato importante, che non solo certifica la crescente rilevanza di questo segmento turistico tra i viaggiatori , ma che deve diventare un forte elemento di attenzione per tutte le destinazioni italiane, per stimolare un’offerta enogastronomica turistica sempre più strutturata”.

La propensione a viaggiare con motivazioni legate all’enogastronomia arriva al 52% dall’Italia meridionale, interessando tutte le generazioni, in primis gli appartenenti alla generazione X ( i nati tra il 1965 e il 1980) e i Millennials (1981-1998). A diffondersi è quindi il concetto di “paesaggio enogastronomico”, inteso come un insieme di cultura, persone, ambiente, attività e prodotto tipico. Un grande interesse suscitano le esperienze di visita ai luoghi di produzione, con le aziende agricole (62%) che fanno registrare un tasso di interesse maggiore rispetto alle cantine(56%). Nonostante questo, permane una domanda inespressa di esperienze a tema che fa intuire l’esistenza di un potenziale mercato ancora da soddisfare. Il 92% dei turisti enogastronomici ha scelto una località del Belpaese, dimostrando di apprezzare regioni come Sicilia, Puglia, Toscana ed Emilia Romagna, mentre Napoli, Roma e Firenze sono le città che hanno riscosso il maggiore consenso. Per quanto riguarda l’estero, Spagna e Francia sono i paesi più amati dai turisti italiani, con Parigi, Barcellona e Madrid fra le città straniere. Ben 61 Tour Operator hanno nella propria offerta pacchetti a tema enogastronomico con destinazione l’Italia; la maggior parte è costituita da operatori tedeschi (23%) e statunitensi (18%).

E l’Italia cosa ha da offrire? 825 prodotti agroalimentari e vitivinicoli ad indicazione geografica, 5056 prodotti agroalimentari tradizionali, 4 beni enogastronomici inseriti nella lista del patrimonio tangibile e intangibile dell’UNESCO; 2 città creative UNESCO dell’enogastronomia, 334.743 imprese a ristorazione, 875 ristoranti di eccellenza, 23.406 agriturismi, 114 musei legati al gusto, 173 Strade del Vino e dei sapori. A questo si aggiungono una grande varietà di esperienze a tema, come visite e degustazioni nelle cantine, nei birrifici e nei frantoi, sagre e feste enogastronomiche, esperienze di social eating e cooking class. Franco Iseppi, presidente del
Touring Club Italiano, ha affermato “Dal nostro punto di vista di associazione storica promotrice di un turismo consapevole, la grande varietà dei nostri paesaggi e la loro storia, moltiplica all’infinito le opportunità del racconto del cibo. Sostenere questa offerta significa dunque generare valore per i territori che sono la fonte della nostra identità plurale

Giuseppina Serafino

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