POLVERE, AL TEATRO LIBERO LO SPETTACOLO DI MARZIA GALLO E MICHELE SEGRETO LIBERAMENTE TRATTO DA UN RACCONTO DI BEATRICE MASINI.

Scritto da Anna Alemanno on . Postato in cinema

Polvere. Un dialogo tragicamente spezzato, quello di una bambina con la madre, un dialogo che ora vive solo nei sogni.

 

 

 

Milano, Italia.
Una grande sedia in legno (sotto la quale proteggersi o spiccare il volo) è l’elemento scenico principale dello spettacolo “Polvere” andato in scena al teatro Libero . L’atmosfera vuole indicare forse una scuola, forse un stanza dei giochi dei primi anni del novecento. Una ragazza / bambina si arrampica sopra l’enorme sedia. In mano, dei palloncini rossi. Li punge a uno a uno. Una polvere bianca invade l’aria e lo spazio. Poi la piccola spicca un energico salto e inizia a raccontare di sé. Una vita apparentemente normale e felice. Il collegio, le sue compagne di giochi, le bambole, il rapporto con le suore, la felicità del tornare dal nonno durante le vacanze estive ….Ma accade qualcosa. A tratti le sue parole vengono interrotte (in momenti non affatto casuali) da un suono stridulo, acuto, come quello di una radio che inspiegabilmente non prende più le giuste frequenze. La bambina si blocca, le mani sulle orecchie per proteggersi da quest’onda sonora fastidiosa. Un vuoto metallico, un’assenza. Inizia così a manifestarsi una rottura tra le parole del racconto. Sono le cose non dette (perché troppo dolorose) e quindi annullate, spezzate da una vibrazione troppo forte, insopportabile, innaturale.

Perchè accade? E perchè, una polvere biancastra (ancora una presenza/assenza) si alza a tratti sulla scena accompagnando gesti e parole di una piccola che sembrerebbe felice nel suo essere bambina ma appare anche inquieta sognatrice, portatrice di una mancanza, di un vuoto evocato con suoni dolorosi, frasi cancellate e polvere?

Sogno che corro e ci sei anche tu che vai via dritto per la strada tutta polvere, io non riesco a fermarti e mi metto a piangere, tu cammini per la strada, ti chiamo e non ti giri, e quando arrivi quasi ti prendo e sparisci…”

Il mistero si dipana lungo lo svolgersi del racconto. Ed ecco che sul finire del monologo, appare più chiaramente la figura di una madre. Non fisicamente ma evocata tra quello spazio stridulo di parole troncate (un dialogo madre/figlia tragicamente spezzato) e avvolta dalla polvere. Ecco, la polvere. Residuo di un corpo ormai assente. Ciò che rimane di una persona quando è andata via. La polvere del ricordo, ma anche la polvere dei bombardamenti (si intuisce che tutto è avvenuto in tempo di guerra). La polvere di un luogo vissuto, amato e ora inesistente (per questo la costrizione del collegio, i nonni…).

Interessante l’operazione drammaturgica di Marzia Gallo (anche interprete) e Michele Segreto che elaborano liberamente il testo teatrale a partire dal racconto di Beatrice Masini “Se è una bambina“, ripulendolo ( e quindi rendendolo scenicamente più efficace) rispetto alle dinamiche del racconto originale. Nasce così “Polvere”. Un bel lavoro nel quale si avvertono però delle potenzialità non ancora pienamente espresse. L’elemento musicale del suono acuto che interrompe le parole è una soluzione drammaturgica e scenica molto efficace (forte e non invadente insieme) ma a mio avviso si potrebbe azzardare di più verso questa direzione. Gioverebbe infatti alla forza della pièce (che ha già un bel materiale di parole e gesti) affondare maggiormente la lama in alcuni tratti del testo, utilizzando a maggiormente l’abilità recitativa dell’interprete, Marzia Gallo, che cuce su di sé con sicura bravura il ruolo della bambina. Questo al fine di dare ancora più spessore e forza a certi passaggi, facendoli così emergere maggiormente dalla linea a volte fin troppo piana della drammaturgia. Operazione possibile se non si ha timore di andare oltre il testo, di rischiare e osare.

Ma l’energia c’è (e si sente) e la passione e le capacità drammaturgiche e recitative pure. D’altronde il teatro è anche questo: un progetto continuamente in divenire, un lavoro di crescita e sperimentazione di sé. Per questo sono certa che sentirò ancora parlare (e bene!) di Marzia Gallo e Michele Segreto.

Drammaturgia Marzia Gallo, Michele Segreto.
Regia Michele Segreto.
Con Marzia Gallo.

Teatro Libero 
via Savona 10 – 20144 Milano
02 8323126

 


Anna Alemanno

Trackback dal tuo sito.

Anna Alemanno

Anna Alemanno

Anna C. Alemanno “La vie est un rendez-vous… Et un rendez-vous est un voyage”. Scrisse qualcuno. E per una reggina di nascita, palermitana d’adozione, milanese per necessità che ora vive a Parigi dove ha trovato il suo posto dell’anima a Montmartre (sarà un caso che è il quartiere degli artisti?) il viaggio è nel suo Dna. Giornalista (e sì, anche un po’ scrittrice), si è occupata di moda, beauty e cultura per diverse testate cartacee e ora collabora come free-lance per magazine on line e uffici stampa.