Nuovi percorsi nel Museo del Novecento

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Nuovo allestimento al Museo del Novecento, che attraverso due inediti itinerari, propone una rilettura del patrimonio museale. Un significativo progetto, giungerà a compimento nel 2020 in occasione del decimo anniversario dall’inaugurazione del Museo.

Milano, Italia.
Novecento: Nuovi Percorsi” è il nuovo allestimento del Museo del Novecento di Milano che propone una rilettura del patrimonio museale attraverso due itinerari inediti. Il progetto è parte integrante di un programma di rivisitazione che giungerà a compimento nel 2020 in occasione del decimo anniversario dell’inaugurazione del Museo. In questo primo appuntamento vengono inaugurate le rinnovate sale destinate a Marino Marini, le sale conclusive relative all’arte dagli anni Sessanta agli anni Ottanta, e il nuovo laboratorio didattico. L’innovativo progetto museografico è stato pensato dall’architetto Italo Rota, che ha anche collaborato all’allestimento delle opere della seconda metà del XX secolo: quasi mille metri quadrati di nuovi itinerari che includono l’allestimento di centoventidue opere d’arte, l’integrazione di centoventidue opere d’arte e di trenta nuovi artisti all’interno del percorso espositivo.

Le opere d’arte di Marino Marini sono state donate dall’artista e dalla moglie Mercedes Pedrazzini, alle Civiche Raccolte d’Arte tra il 1972 e il 1986, sono state quindi esposte presso la Civica Galleria d’Arte Moderna fino al 2010, anno in cui sono state trasferite al Museo del Novecento. Nove anni dopo la sua apertura il Museo propone una nuova riflessione sulla produzione artistica del sopracitato artista: selezione, allestimento e posizione- con affaccio su Piazzetta Reale – contribuiscono ad enfatizzare il rapporto privilegiato che il medesimo ha avuto con Milano. Si spazia dalla ritrattistica scultorea del Ritratto di Filippo de Pisis (1941) e il Ritratto di Igor Stravinskij (1951), alle sperimentazioni pittoriche di Le tre figlie del carrozziere (1947) e Scenario (1960), fino alla tensione che traspare nei movimenti delle Pomone, dei Cavalieri e dei Giocolieri. Dalla fine degli anni Cinquanta fino alle soglie degli anni Ottanta, si ripercorre la storia dell’arte italiana, partendo dall’esperienza milanese del Gruppo T nel contesto dell’arte ottico-cinetica, per affrontare inoltre le diverse declinazioni della pittura-le esperienze Pop, il Realismo esistenziale, i dipinti analitici e concettuali- l’espansione del concetto di scultura da oggetto tridimensionale che abita lo spazio alla nascita dell’installazione, fino a pratiche immateriali quali la performance.

Info: Museo del Novecento di Milano

Testo e foto Giuseppina Serafino

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