NAXOS, KOUFONISSI E AMORGOS, IL GRANDE BLU DELL’EGEO

Scritto da Marco Restelli on . Postato in Destinazioni, Itinerari, Spazi & Natura, Sport & Viaggi, Turismo

Grecia, la meraviglia delle Cicladi : una vacanza saltando nel grande blu del Mare Egeo, da un’isola all’altra, senza mai annoiarsi, con punti di vista sempre nuovi e panorami mozzafiato. Una ricetta per le vacanze adatta a tutti, in famiglia, in due o fra amici, con un pizzico di spirito d’avventura.

Portara – ph Elena Bianco

Naxos sembra un unico grande spot sulle isole Greche. E’sufficientemente estesa per offrire, lungo le coste e nell’interno, scorci iconici. Iniziando dalla fine, cioè dal tramonto sul porto. Uno spettacolo che va in scena tutte le sere e a cui si può assistere in prima fila dai tavolini del bar Diogenes  (tel + 30 2285026617) dove il simpatico Gregoris serve ben 101 cocktail diversi. Oppure percorrendo il breve istmo che unisce lo scoglio di Palatia all’isola maggiore e risalendolo fino alla Portara, la ciclopica porta d’ingresso ad un tempio di Apollo del 530 a.C. che inquadra il disco infuocato subito prima che si getti nel mare
Prima o dopo questo emozionante “the end”, è bello tuffarsi nell’animatissima Chora, il candido centro storico alto sul mare, che brulica di locali e negozietti. Sono un vero richiamo le bellissime ceramiche selezionate dalla Pocket Gallery di Tim, dandy inglese che qui ha trovato il suo personale paradiso. Per una serata di movida, invece, è imperdibile la terrazza del Like Home (tel +30 6942830326) un posto giovane, allegro e con ottima musica fino a notte fonda.

Il Like Home – ph Elena Bianco

Ma è durante la giornata che Naxos si rivela poliedrica. Chi ama la comodità della spiaggia attrezzata, apprezzerà la lunga costa a mezzaluna di Agios Prokopios e Agia Anna. Stabilimenti eleganti, sabbia fine e dorata, acqua cristallina e bassa (perfetta per i bambini) e piccoli ristoranti aldilà della strada; come il Tortuga (tel +30 2285044300), sull’arenile di Plaka, dove, in un ambiente shabby chic, servono raffinati piatti di mare con un tocco di creatività (€€).

Naxos dalla spiaggia – ph ElenaqBianco

Chi è animato da spirito di scoperta, invece, può lanciarsi all’esplorazione dell’entroterra montuoso che, quasi ad ogni curva, rivela tesori artistici. Come le tante chiese bizantine nella campagna, come la Panagia Drossiani, con cappelle scavate nella roccia e affreschi del sesto secolo e Agios Nikolaos a Sagri, fra gli oleandri in fiore, sulla strada che porta al tempio di Demetra.
Il cuore montuoso di Naxos rivela ritmi di vita antichi; una limonaia a Kourounochori dove una targa ricorda che Ottone e Massimiliano di Baviera passarono di lì; il Pope che celebra i riti domenicali fra i fedeli; il piccolo caseificio a Melanes dove Nikola Pittaras fa un meraviglioso formaggio che si chiama Graviera, ottimo da far fritto nel tipico saganaki (tel +30 2285062223).

Aphirantos – ph Elena Bianco

Aphirantos, è una piccola perla incastonata nella roccia a 600 metri, con le strade lastricate del marmo delle vicine cave, la cui gente mantiene vivo un museo proto-cicladico, la più grande libreria delle Cicladi e una cooperativa femminile di ricamo; qui parlano un idioma particolare, che rivela la loro origine da Creta e dall’Asia Minore. Anche la cucina di questa zona ha caratteristiche assolutamente originali: provare per credere alla Taverna Amorginos (tel +30 2285061733)dove si gusta la vera cucina di terra, a volte piuttosto “robusta”, come il rosto di maiale e l’ardoumi, l’intestino fritto (€).

Koufonissi dal mare – ph Elena Bianco

Se Naxos sollecita la curiosità e la voglia di scoprirla, Koufonissi, a sole due ore di nave, è il luogo perfetto per il dolce far niente, nel senso letterale. Quasi piatta, divisa in due da un braccio di mare, è la più piccola delle Piccole Cicladi ed è nota per la pescosità del suo mare; i frutti di questa ricca pesca si apprezzano in modo particolare alla Taverna Faro, dove la cucina è semplice, ma anche una frittura di pesce ha un sapore indimenticabile e lo yogurt fatto in casa servito alla fine, surclassa qualsiasi raffinato dessert. Koufonissi è un paradiso di quattrocento anime, con una minuscola Chora stretta intorno alla chiesa di Agios Georgios e con, al posto della piazza centrale, una spiaggia bianca lambita da acque trasparenti in cui si specchiano piccoli locali.

Koufonissi, Pissina – ph Elena Bianco

La sola attività concepibile è camminare (o pedalare) lungo l’unica strada che conduce attraverso le meraviglie naturali dell’isola: Pissina, dopo la spiaggia dorata di Platia Punta, una piscina naturale verde smeraldo che comunica col mare, incastonata nella scogliera di roccia rossa; Pori, a ragione considerata una delle più belle spiagge di sabbia della Grecia, in un’ampia baia dove l’acqua quasi ferma trascolora dal celeste al blu. Il promontorio di Xylobatis che nasconde la piccola spiaggia di Gala collegata al mare da una grotta e bagnata da uno specchio d’acqua di irreale trasparenza.

Kato Koufonissi, i faraglioni – ph Elena Bianco

Il servizio “bus” per le spiagge è garantito da Kostas, marinaio a dir poco pittoresco e dalla sua altrettanto colorita barca. Il medesimo lupo di mare accompagna su prenotazione (al porto) a Kato Koufonissi, l’isola gemella disabitata, per nuotare in totale solitudine fra spettacolari faraglioni e archi di roccia naturali giallo oro.

Dalla montagna di Amorgos – ph Elena Bianco

Un altro breve tratto di mare e in un’ora col traghetto del tardo pomeriggio si arriva ad Amorgos, dove il benvenuto locale ha il sapore del Rakomelo, liquore a base di miele, cannella e chiodi di garofano. Severa e brulla, con monti che sfiorano i 700 metri, le chiazze gialle di ginestra e viola di cardo selvatico, l’isola al tramonto si tinge d’argento e regala emozioni. Lungo la strada alta sulla costa il silenzio quasi totale è rotto solo dal belare delle capre, abilissime equilibriste sulle rocce a strapiombo.  Qui viene voglia di provare la cucina autentica contadina, con le verdure dell’orto, il formaggio dal latte di quelle capre, le ricette di casa fatta dalle donne di Tholaria paese di montagna con vista sulla baia di Aegiali: è quanto offre la locanda Panorama (tel +30 2285 073349), nel fresco di un patio che sa di soglia di casa (€).

Amorgos, la Chora – ph Elena Bianco

Amorgos è estrema e così anche il suo mare che si concede completamente se viene “conquistato”. La sensuale lingua di ciotoli bianchi che si protende nelle acque turchesi di Agios Pavlos sembra quasi congiungersi all’isola di Nikouria. Quando il mare lo consente, Nikouria è raggiungibile con una piccola barca e premia chi vi atterra con una mezzaluna di sabbia appartata e selvaggia. Uniche compagnie sono le immancabili capre, una cappelletta alla Panagia e di un minuscolo baracchino, isolato sprazzo di civiltà per placare la sete.

Amorgos, agios Pavlos e Nikouria – ph Elena Bianco

Ma è il versante orientale di Amorgos che rivela il vero tesoro. Da un tornante che scende dal Monte del Profeta Elia si devia per una strada che diventa stretto sentiero e poi erta scalinata di pietra a picco sulla scogliera, quando appare d’improvviso. La gigantesca macchia candida aggrappata alla roccia rossa quasi verticale è Panagia Hozoviotissa, monastero del IX secolo, una delle realizzazioni più emozionanti dell’arte bizantina.

Amorgos. Panagia Hozoviotissa – ph Elena Bianco

Venti minuti di salita col sole a picco per raggiungerlo sono un piccolo prezzo da pagare per la meraviglia di entrare nel mondo dei tre monaci che lo custodiscono, percorrendo la strettissima scala, visitando la ricca raccolta di icone, incensiere, lampade d’argento sbalzato, osservando le fini pitture dell’iconostasi, facendosi raccontare la storia dell’abate che altero guarda i visitatori, a cavallo di un mulo, da una vecchia foto sbiadita. Sotto, abbacinante come il monastero lo è di spirituale bellezza, il mare di di Agia Anna, dove Luc Besson girò “The Big Blue”.

Amorgos, Agia Anna – ph Elena Bianco

Sovrasta la Chora, fra i mulini a vento e il Kastro. I vicoli candidi profumano di basilico, caprifoglio e gelsomino. Ovunque esplodono le macchie colorate dei gerani e delle bouganville che fanno pergolati ombrosi, come quello di Triport (tel +30 694 202 7112), un piccolo ouzeri (trattoria) che fa ottime insalate di verdure saporite, ricavata nel vecchio forno del paese (€). Sembra di essere entrati di in un mondo sospeso nel tempo, e per questo stupisce ancora di più la bottega Oikothen. A prima vista è uguale a tante altre, ma poi si viene attratti da strani oggetti. Il proprietario, Roberto, realizza lampade, specchi, orologi e altre composizioni da parete con pezzi di legno imbiancati dal mare e parti di meccanismi di nave, con una creatività davvero rara, e con un gusto che ha attraversato il mare, non solo l’Egeo, ma anche l’oceano, per approdare New York dove, pare, i trend setter impazziscono per i suoi originalissimi complementi d’arredo che parlano di marinai e leggende.

Amorgos, la Chora . ph Elena Bianco

 

IL TACCUINO DI AGENDA VIAGGI

Info: Ente Nazionale Ellenico per il Turismo

Naxos and Small Cyclades: Nektaria Karabatsi

Per arrivare:
Aegean Airlines opera da Milano Malpensa ad Atene Venizelos.
Per i collegamenti Pireo-Naxos e Amorgos-Pireo: Blue Star Ferries
Per i collegamenti nelle Piccole Cicladi: Express Skopelitis 

Per muoversi in loco:
Karabatsis Rent a Car, Agios Prokopios, Naxos

Dove dormire:
Naxian Collection – appartamenti spaziosi e piscina privata da (€€€)

Arpistis – appartamentini tranquilli e confortevoli da (€)

Aegialis Hotel & Spa – La serenità che suscita labaia di Aegiali sembra conciliarsi perfettamente con la meditazione, tanto che il moderno hotel in alto sull’azzurro del mare bene è dotato di un centro yoga e ospita corsi frequentati da un pubblico internazionale e stage di alto livello di questa disciplina in una grande sala luminosa, affacciata sul mare. L’hotel è un vero motore culturale per Amorgos, e ogni anno è sede del locale Tourism Film Festival. (€€€).

 

Marco Restelli

 

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Marco Restelli

Marco Restelli

Milanese, membro del GIST (Gruppo Italiano Stampa Turistica), è un giornalista e blogger specializzato sull’Asia. Dopo una laurea in lingue orientali ha lavorato per molti anni in RCS e poi in Gruner+Jahr/Mondadori, dove è stato vicedirettore del mensile Geo. Oggi scrive reportage da tutto il mondo per numerose testate fra cui Sette (magazine del Corriere della Sera), Elle e Donna Moderna. Insegna Cultura Indiana all’Università degli Studi di Milano ed è Travel Consultant per Tour Operator. E’ il curatore di MilleOrienti, il blog italiano più letto sull’Asia.