MOTOTURISMO, UNA NICCHIA DA 2 MILIARDI DI FATTURATO E 12 MILIONI DI PRESENZE

Scritto da Redazione on . Postato in On the road, Turismo

Dopo un articolo del sole 24 ore, l’interesse per il mototurismo sta aumentando, richiamando l’attenzione delle istituzioni e degli operatori turistici.

Milano, Italia.
Il mototurismo oggi produce per l’economia turistica italiana, almeno due miliardi circa di fatturato, di cui ben 1,4 miliardi grazie agli stranieri. Il settore è in grado di generare circa 12 milioni di presenze. Il mototurismo coinvolge 1, 5 milioni di italiani, con un’età media di 48 anni.” questo uno stralcio dell’articolo de il Sole 24 Ore, che ha destato tanto interesse.

Quello che l’articolo del celebre giornale economico non dice è che il potenziale è ben più ampio. Sono infatti ben 7 milioni le due ruote immatricolate in Italia, con almeno 5 milioni di queste con la possibilità di essere utilizzate per il turismo. Ed è proprio il settore delle moto da turismo, insieme alle naked (le “nude”), quello che tiene alti i numeri del nuovo immatricolato. Di questo si sono accorte le case motociclistiche che continuano a proporre modelli turistici, soprattutto nella categoria enduro. Se la BMW 1200 GS è sempre regina di categoria, non manca l’assalto di Honda con la Africa Twin, o della Suzuki con le V-Strom, fino alle proposte enduro di Benelli e Moto Guzzi.

Mototurismo, non solo individuale, ma anche organizzato
Il turismo in moto è un fenomeno culturale che affonda le radici nella nostra storia. Moto e scooter sono state il primi mezzi per le gite fuoriporta: anche in più di due, se non tutta la famiglia, si muoveva per andare al mare o ai laghi. Immagini di altri tempi su cui si è sovrapposto il mito del centauro moderno, sia nello stile più sobrio europeo, che nella versione yankee, con giubbotti di pelle e moto custom, quasi sempre Harley Davidson. Dalla Parigi Dakar in poi sono state le moto da enduro stradale a prendere il sopravvento nella mitologia di viaggio, moto capaci di affrontare qualsiasi terreno.

Ma come si muovono i mototuristi, come si organizzano?
Al turismo individuale autogestito si è aggiunta da diversi anni la richiesta di un turismo organizzato. Muoversi in gruppo o supportati da un’agenzia, concede maggiore sicurezza, soluzioni ai problemi che si possono presentare, soprattutto sulle destinazioni estere.

Sempre dall’indagine de Il Sole 24 Ore “Tra le destinazioni estere, quella che raccoglie la maggior quota di viaggi in moto sono gli Stati Uniti, seguita dai Paesi del Nord Africa (Tunisia e Marocco su tutti), dal Sud America, dalla Nuova Zelanda, dall’Irlanda e dal Medio Oriente.

I mototuristi praticanti in Italia sono principalmente collocati nel centro nord, con grosse nicchie a Roma e a Napoli, ma non manca una bella presenza in Sicilia. Ed è proprio dalla Sicilia che parte la riscossa, con il più grande tour operator dedicato ai viaggi in moto, Motoexplora.
Motoexplora propone viaggi in in Italia e all’estero, individuali e di gruppo, ma ha iniziato proprio promuovendo la Sicilia, dove ovviamente – giocando in casa – ha creato una serie di tour, capaci di portare i mototuristi a conoscere gli angoli più belli dell’isola.

Nel 2018 hanno viaggiato con noi 600 persone e entro il 2020 contiamo di superare la soglia delle 1000” afferma Peppe Pagano, titolare di Motoexplora.

Lo staff dell’agenzia di viaggio e formato da 16 persone di cui 4 donne. Sono tutti motociclisti praticanti, pronti, dopo aver risolto le più svariate pratiche burocratiche, dai biglietti aerei e navali, fino ai carnet de passage (il permesso a portare un mezzo all’estero), a inforcare una due ruote per accompagnare il vari gruppi.
Una bella iniziativa che indica come l’imprenditoria meridionale sia capace di creare opportunità di lavoro e sostenere la vera risorsa per il sud Italia: il turismo. Quello in moto è un turismo che ha la possibilità di rilanciare il meridione, grazie al clima che consente una fruizione per almeno 10 mesi l’anno.

Claudio Falanga