IL MONTEPULCIANO DOC COMPIE 50 ANNI

Scritto da Margherita Manara on . Postato in Food&Drink

Il vitigno Montepulciano è presente sui primi declivi delle province di L’Aquila e Pescara già a metà del Settecento, ma è a partire dagli Anni ‘50 che la sua coltivazione si è estesa fino a costituire oggi il principale vitigno rosso della regione. Cinquant’anni fa è stato dichiarato vino DOC.

 

 

L’Aquila, Italia.
I viticoltori abruzzesi celebrano i 50 anni del DOC del Montepulciano. Questo vino che sta vivendo un periodo di grande successo internazionale. I dati positivi di mercato confermano l’apprezzamento della critica enologica.

Il vitigno Montepulciano è presente sui primi declivi delle province di L’Aquila e Pescara già a metà del Settecento, ma è a partire dagli Anni ‘50 che la sua coltivazione si è estesa fino a costituire oggi il principale vitigno rosso della regione. Cinquant’anni fa è stato dichiarato vino DOC.

Il Montepulciano è il prodotto di punta di una regione fortunata sotto l’aspetto enologico. Sulle colline litoranee terrazzate le produzioni sono varie: i locali trebbiani, il pecorino, la passerina, la cococciola e poi sangiovese, e gli internazionali chardonnay, cabernet sauvignon, merlot; la produzione di vini a denominazione di origine supera il milione di ettolitri, oltre 800.000 dei quali sono di Montepulciano d’Abruzzo e 166.000 di Trebbiano d’Abruzzo.

Il territorio sente l’influsso positivo dell’Adriatico da un versante e dei massicci appenninici del Gran Sasso e della Maiella, dall’altra. All’interno dell’area c’è il verde polmone dei parchi e delle riserve naturali locali. In questa zona, quindi, beneficiata dall’umidità portata dal mare e trattenuta dalla catena montuosa, con sole, pioggia e temperature miti, può crescere un vitigno di alta qualità grazie al microclima favorevole.


APPREZZAMENTO INTERNAZIONALE

I vini abruzzesi vengono commercializzati soprattutto in Germania, Stati Uniti e Canada. In forte crescita risultano essere il mercato inglese e quello dei Paesi del Nord Europa come Svezia, Danimarca, Norvegia. La qualità non sfugge agli acquirenti esteri che hanno premiato lo scorso anno i prodotti dell’enologia italiana migliore I numeri del vino italiano di questo 2017, fotografati dall’ Unione Italiana Vini in partnership con lOsservatorio del Vino  mostrano soddisfazione. Buono il consuntivo e le prospettive, considerato che a settembre in Gran Bretagna abbiamo per la prima volta superato i francesi anche in termini valoriali, a quota 179 milioni di sterline (+24%) – e delle prestazioni dei vini in bottiglia italiani in Cina e in Russia – ha annunciato Ernesto Abbona, presidente di Unione Italiana Vini, aggiungendo che – c’è molto invece da fare per tornare ad essere leader in mercati strategici come gli Usa, dove stiamo patendo il ritorno dei vini francesi e il successo di quelli neozelandesi.

Info: Consorzio di Tutela Vini d’Abruzzo 

Margherita Manara

 

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Margherita Manara

Margherita Manara

Giornalista per passione, curiosa per natura, free lance per vocazione, ha collaborato con le principali testate nazionali di quotidiani e riviste specializzate. I suoi interessi spaziano dal turismo all’economia, dalla moda al tempo libero. Non teme la noia, costantemente alla continua ricerca di nuovi stimoli e del bello, che si può nascondere ovunque. Ama il mare d’inverno e la montagna d’estate, scoprire località nascoste e angoli d’arte, conoscere persone. La cose più belle sono condividere la tavola ma anche gioia e avversità con gli amici e l’affetto con i propri famigliari.

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