MARRAKECH, LA CITTA’ DEL MAROCCO CHE ATTIRA IL MAGGIOR NUMERO DI TURISTI

Scritto da Pamela Cazzaniga on . Postato in viaggi senza barriere

Un tempo era una città imperiale mentre oggi è considerata un prezioso centro economico con moschee, giardini rigogliosi e palazzi lussuosi, Marrakech è un intrinseco di colori, profumi inebrianti e tradizioni millenarie. La medina, parte vecchia medioevale fortificata, risale ai tempi dell’impero berbero. Le sue strette vie sono un susseguirsi di negozi, ristoranti e souk dove motorini e carretti sfrecciano a tutta velocità a tutte le ore del giorno. Il simbolo della città è la moschea della Koutoubia dove svetta elegante il suo minareto moresco. Cosa fare tre giorni a Marrakech? Leggi l’articolo!

 

 

 

 

Marrakech, Marocco.
Nonostante la capitale politica del Marocco sia Rabat, Marrakech è la città marocchina che accoglie il maggior numero di turisti. Grazie al suo clima mite tutto l’anno diventa una meta ideale anche durante le vacanze di Natale, dove moltissimi visitatori italiani sono pronti ad immergersi nelle sue magiche atmosfere appena dopo solo tre ore di volo da Milano. Marrakech è circondata dai Monti Atlas e dal deserto mentre il mare dista meno di 200 km. Mille anni di storia e di commerci hanno lasciato il segno, così oggi questa suggestiva città si presenta ancora piena di atmosfera, con l’enorme Medina, forse troppo trafficata, ma con un’area nuova dalle sembianze piacevole.

Ed è proprio dalla Medina che parte il mio racconto di viaggio… E’ definita il “cuore geografico e spirituale” dell’intera città e fu edificata nel 1070 dalla dinastia berbera degli Almoravidi, mentre le mura che la circondano furono costruite nel 1126. Fa parte del patrimonio UNESCO, si stende per 700 ettari ed è il vero e proprio museo a cielo aperto della città rossa. Visitarla risulta una vera e propria impresa, specialmente se si è in sedia a rotelle dato che la carrozzina è considerata un mezzo di trasporto e quindi bisogna prestare attenzione e viaggiare sempre sul lato destro della strada. La pavimentazione è acciottolata, a tratti rotta, ma non si incontrano grossi problemi nel percorrerla. Le biciclette, i motorini e i carretti con gli asinelli sfrecciano a tutta velocità tra le viuzze strette senza nessuna intenzione di fermarsi davanti a niente e a nessuno. Non bisogna aspettarsi nessuna meraviglia architettonica al suo interno, ma girandola da nord a sud si possono sperimentare cose impensabili in altri luoghi.  La sua capacità ricettiva è data dai centinaia di riad, café, ristoranti tipici e singolari ambienti di ritrovo.

Il centro della Medina è caratterizzato dalla Piazza Jemaa El Fna, che confina a nord con i souk, a est col quartiere della Kashbah e a sud con la moschea della Koutoubia. Al suo interno si snodano coloratissimi mercati dove poter assaggiare spremute di melograno, acquistare spezie o provare un turbante. La vita della piazza è molto caotica, ma questa sua peculiarità la rende unica ed indescrivibile! E’ attorniata da bar con terrazze caratteristiche dove attendere il tramonto sorseggiando un té alla menta. Per accedere alle tante terrazze vi sono sole scale. In una zona della grande piazza alcuni artisti di strada si esibiscono con le scimmiette, mentre gli incantatori di serpenti attirano l’attenzione dei  molti turisti di passaggio. Nella piazza è possibile anche farsi decorare le mani dalle tatuatrici di hennè.  A pochi passi da Jemaa El Fna sorge il simbolo dell’intera Medina: la Moschea della Koutoubia. All’ingresso ci sono quattro gradini da superare, poi gli interni, così come gli esterni, risultano accessibili in sedia a rotelle. L’edificio rappresenta uno degli esempi più compiuti dell’architettura islamica almohade. Il suo prezioso minareto è visibile da diverse zone della città murata e i suoni delle preghiere marocchine partono da questo luogo cinque volte al giorno.

I coloratissimi e vivaci souk sono sparsi ovunque, e contrattando è possibile acquistare profumati oli di Argan, spezie, borse di cuoio, porcellane marocchine, orecchini di ogni genere, tappeti, fake delle marche più rinomate della moda internazionale e molto altro. Impossibile seguire un preciso itinerario dato che tra le vie dei souk ci si perde tra i vari negozi dove una moltitudine di colori, dal rosso al giallo fino all’indaco e al rosa, offrono uno degli spettacoli più incantevoli di tutto il viaggio. La maggior parte dei negozi presenti all’interno del grande souk ha un gradino da superare per entrare al suo interno.

Tappa irrinunciabile di questo viaggio alla scoperta di Marrakech sono le tombe Sa’diane. Il mausoleo comprende circa sessanta membri della dinastia Sa’diana originaria della valle del fiume Draa. Tra i sepolcri ci sono quelli di Ahmad alMansur alDahabi e della sua famiglia. Le lapidi sono ricoperte da piastrelle dai colori brillanti e recano citazioni del Corano. All’esterno invece, nelle varie tombe posizionate nel giardino, vi sono le spoglie dei soldati e della servitù. Un vero e proprio tesoro dal valore inestimabile! Sono state riportate alle luce nel 1917 dopo essere state nascoste dal resto del mondo per 200 anni.  Il percorso è accessibile in carrozzina, si incontra solo un gradino per accedere al mausoleo. Nei pressi di questo sito si trovano anche i palazzi El Bahia e El Badi. El bahia è considerato un capolavoro dell’architettura tradizionale marocchina, mentre nel El Badi si vedono le rovine di un palazzo di Marrakech fatto costruire dal sultano Sa’diano nel 1578.

Cosa c’entra Marrakech con lo stilista francese Yves Saint Lauren? Il celebre stilista si innamorò a prima vista della città durante un viaggio nel 1966. Amava l’audacia con cui Marrakech combinava forza e armonia. Così, nel 1980, acquistò la villa ai Jardin de Marorelle che condivise col compagno Pierre Bergé, oggi diventata meta di turisti da tutto il mondo. E’ d’obbligo perdersi nel giardino dei cactus, nel blu cobalto che rappresenta i colori all’interno della struttura e nel cosmico delle sue pareti. Il 19 Ottobre 2017, ad opera della Foundation Pierre Bergé-Yves Saint Laurent, fu aperto il Museo Yves Saint Laurent Marrakech che comprende uno spazio espositivo permanente, una galleria temporanea di esibizioni, una biblioteca di ricerca, un auditorium, una caffetteria ed una libreria. Le ceneri dello stilista sono state cosparse nel roseto di Villa Oasis e, all’interno del giardino, venne eretto un suo memoriale. Le Jardin de Majorelle hanno l’entrata per disabili ed il percorso presenta pochissime barriere. Il museo è totalmente accessibile con ascensore e bagno per disabili.

IL TACCUINO DI AGENDA VIAGGI

Accessibilità in sedie a rotelle
Bisogna avere tanto spirito di adattamento viaggiando in Marocco in sedia a rotelle. All’interno della Medina non vi sono rampe per salire e scendere dai marciapiedi. Le strade sono tutte acciottolate e non si trovano bagni per disabili da nessuna parte. Ma una volta organizzatosi al meglio, il viaggio risulta pazzesco… Anche e soprattutto in carrozzina!

Imperdibile
Escursione giornaliera nel deserto di Agafay, distante solo 40 minuti di auto dalla città di Marrakech. E’ una destinazione che vanta un ambiente naturale perfettamente conservato ed è ancora incontaminata dal turismo di massa. Il deserto roccioso si propaga per centinaia di ettari in prossimità dei Monti Atlas. Rimarrete senza fiato dal contrasto tra il verde della vegetazione ed il bianco delle dune scolpite dall’erosione. Questo deserto formato da pietre e da rocce offre un panorama unico! Una volta giunti in uno dei campi tendati, dove viene offerto il tè marocchino, si parte in quad alla scoperta di questo ambiente naturale e dei numerosi accampamenti berberi che si incontrano lungo il percorso. Dopo aver bevuto il secondo tè nel deserto immersi nel silenzio più totale, si prosegue tra i canyon scavati nel wadi dalla violente alluvioni dei fiumi circostanti. Dopo il pranzo a base di Tajine al campo tendato è la volta della cammellata di gruppo. Il rientro a Marrakech è previsto per le ore 17. Per maggiori informazioni e prenotazioni consultare il sito marrakech-desert.com

Dove mangiare
Riad Al Kadar, dove il proprietario, l’italiano Michele, prepara la cena reale più buona di tutta la città. Si inizia con gli antipasti a base di verdure e spezie e si continua con lo sfa, piatto preparato con i capelli d’angelo, le uvette ed il pollo. Una vera delizia! Come dessert viene servita l’arancia caramellata con gli struffles al cioccolato belga. Il tutto accompagnato da vino rosso del Marocco. E per concludere biscottini ai datteri e tè. Riad Dar Mamouni,  per il cous cous vegetariano più strepitoso del mondo. Piatti abbondanti semplici e gustosi allo stesso tempo. Ambiente informale ma curato nei particolari. La gentilezza e la cortesia del personale sono il punto di forza! Dar Zellij, dove mangiare un saporitissimo tajine di pollo. Petali di rose ovunque , atmosfera perfetta e musica di sottofondo in questo ristorante marocchino che propone piatti caratteristici. Il tajine è di origine berbera e si tratta di una pietanza di carne in umido che prende il nome dal piatto di terracotta dove viene cucinato. Cafè Kessabine, la miglior terrazza di Jemaa El Fna dove sorseggiare una centrifuga aspettando il tramonto.

Dove dormire
Riad Dar MamouniPremetto che è impossibile trovare un riad handicap-friendly in tutta Marrakech. Io ho deciso di scartare gli hotel e di pernottare in un riad per vivere una vera esperienza marocchina ma bisogna adattarsi. Per accedere a questo riad, molto semplice ma curato allo stesso tempo, bisogna superare un gradino alto 30 cm. Le stanze al piano terra presentano solo un basso gradino. Il bagno è fruibile in sedia a rotelle anche se l’ambiente è stretto. Se si desiderano camere triple, situate al primo piano,il personale offre l’aiuto giornaliero per salire e scendere le scale. La colazione, inclusa nel prezzo, propone pane marocchino, marmellate fatte in casa, tè e caffè con latte. Possibile cenare a la carte. Il responsabile, Mr Jamal, coccola i clienti e li accontenta in tutte le sue richieste! Ottimo rapporto qualità/prezzo.

Per ulteriori informazioniwww.visitmarocco.com

 

Pamela Cazzaniga

 

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Pamela Cazzaniga

Pamela Cazzaniga

Solare, vivace ed esuberante ama da sempre le lingue e i viaggi. Vive in provincia di Lecco, vicina alla soglia dei 40 anni è da 18 su una sedia a rotelle a causa di un brutto incidente stradale. Dopo aver superato il trauma ha ripreso a girare il mondo e, sull’onda di questa grande passione, nel 2014, ha aperto un blog “ilmondodipamela.it” per stimolare i disabili a viaggiare. Felice di collaborare con Agendaviaggi che le permette di realizzarsi come donna, viaggiatrice ma soprattutto come disabile. Il suo motto è “crederci sempre arrendersi mai!”