MADAGASCAR FAI DA TE: TRA ALTOPIANI, LEMURI E LAGUNE INCANTATE

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SAMSUNG CSC Lungo la RN7-Route Nationale 7 verso l’altopiano chiamato il cappello del vescovo.

 

Quattro settimane per percorrere e conoscere i 4mila chilometri che Sara Zaneletti presenta in questo speciale sul Madagascar on the road.

Madagascar.
Spirito di iniziativa e adattamento sono i due ingredienti principali per intraprendere un VIAGGIO in MADAGASCARoff the beaten path“, al di fuori dalle rotte turistiche più gettonate.

Servono almeno quattro settimane per percorrere i 4mila chilometri che presenteremo in questo speciale sul Madagascar on the road, una buona dose di pazienza, ottime capacità di gestione degli imprevisti e uno zaino-trolley di non più di dodici chilogrammi di peso.

Partendo dalla capitale Antananarivo, comunemente chiamata Tanà e procedendo con un mezzo 4×4 sulle strade polverose e dissestate che portano verso Morondava, il paesaggio cambia in modo disarmante: risaie localizzate nei sobborghi di Tanà, altopiani rocciosi che assumono colorazioni incredibili per poi arrivare vicini alla costa, a Morondava, dove non è difficile godere dello spettacolo indimenticabile dell’albero della vita, il BAOBAB.

SAMSUNG CSCBaobabs in versione diurna.

La visita all’ALLEE DES BAOBABS vale da sola tutto il viaggio in Madagascar. Lo spettacolo è davvero toccante, l’esperienza è da ripetere sia di giorno sia al tramonto quando il cielo si colora delle tipiche tonalità delle serate africane. Poco prima che il sole svanisca, i baobabs diventano nere silhouette che un artista ha ritagliato contro il cielo. Lo spettacolo sfuma lentamente verso il periodo blu e poi restare soli, avvolti dal cielo notturno tempestato di milioni di stelle.

Per maggiori informazioni sul’Allée des Baobabs, visitate il sito del turismo del Madagascar:
www.madagascar-tourisme.com/fr/idees-de-circuits/lappel-des-baobabs/morondava-et-lallee-des-baobabs

Trovare pernottamento a Morondava è molto semplice; la cittadina offre alloggi per lo più basici ma ben strutturati e puliti a prezzi medio-bassi. Tutte le strutture alberghiere in Madagascar sono attrezzate con delle piccole stanze per gli autisti.
Suggeriamo di alloggiare presso l’hotel “Baobab Café” a Morondava. Ecco il link al sito internet:
www.baobabcafe-hotel.net

SAMSUNG CSCDi ritorno dalla pesca, Toliara.

E’ fortemente sconsigliato guidare da soli nel paese, la segnaletica stradale è praticamente assente; le mandrie di zebù pascolano libere ovunque, intere famiglie e decine di bambini bivaccano e giocano ai margini della strada; il riso, dopo essere stato raccolto, viene messo ad asciugare sparso su grandi drappi colorati stesi sull’asfalto cocente.
Alcune aree sono davvero molto difficili da percorrere anche a passo d’uomo e le rotte sterrate possono prendere percorsi differenti in base alle condizioni meteo stagionali (allagamenti improvvisi dovuti alle forti piogge, frane, ecc…) quindi serve essere esperti del territorio per poter condurre un’automobile.

I chilometri che separano Tanà da Morondava, polverosa cittadina affacciata sul Canale del Mozambico, sono poco meno di settecento ma le ore di fuoristrada effettive, sono in totale circa diciotto con qualche tappa intermedia ad Antsirabe e Miandrivazo per il pranzo.
Il pasto tipico nelle zone interne del MADAGASCAR è il riso accompagnato dalla carne di zebù e dalla verdura. Lo zebù è un bovino molto comune in grandi aree dell’Asia e dell’Africa, molto simile alla vacca “comune” o “europea“; la sua carne viene utilizzata sia per essere grigliata che per la preparazione di ottimi brasati.
Nelle aree costiere invece il riso viene solitamente accompagnato da pesce, molluschi e crostacei.

SAMSUNG CSCPiroga di ritorno dalla pesca mattutina a Salary.

Restando nell’ovest del paese, un’altra tappa obbligatoria per chi è disposto a fare un po’ di fatica fisica e a intraprendere un percorso in 4×4 di duecento chilometri in circa nove ore, è il PARCO NAZIONALE TSINGY DE BEMARAHA.
La pista per raggiungerlo partendo da Morondava con destinazione Bekopaka è sterrata e completamente dissestata. In alcuni periodi dell’anno il parco viene chiuso per qualche settimana a causa delle forti piogge che trasformano alcuni tratti della via non asfaltata in veri e propri torrenti. Il tragitto include il guado alquanto bizzarro e inusuale del fiume Tsiribihina a bordo di pigre chiatte di legno tra bisticci che spesso si trasformano in veri e propri “combattimenti” tra gli autisti delle jeep e i conducenti dei taxi-brousse, dei pullmini sgangherati extra carichi di persone, animali, mercanzia di ogni genere. I primi sostengono di avere sempre la precedenza perché trasportano “vazaha”, stranieri, ma i secondi non la vedono nello stesso modo.

SAMSUNG CSCHapalemur Griseus nella foresta di bamboo, Lemurs’ Park Reserve.

La soluzione migliore è arrivare a Bekopaka prima delle 16.30, orario in cui chiude la biglietteria del parco Tsingy de Bemaraha. Gli hotel più carini non sono vicinissimi al villaggio e alla biglietteria quindi è meglio, per il mattino seguente, avere già i pass d’ingresso per il parco degli tsingy.
Consigliamo come alloggio presso il parco Tsingy de Bemaraha  “Le Grand Hotel du Tsingy”:
www.legrandhotel-du-tsingy.com

La procedura per ottenere i biglietti per il Parco Tsingy de Bemaraha ed essere abbinati alla guida che vi accompagnerà nel parco, è tutt’altro che veloce; passaporti e contanti vengono passati nelle mani di almeno quattro funzionari per conteggi e controlli. Potrete scegliere di avere una guida tutta per voi oppure di unirvi a qualche altro piccolo gruppo o coppia di turisti per dividere i costi. Il suggerimento è di non essere in più di tre, quattro persone per gruppo in modo che tutto sia più snello; i lemuri e le manguste scappano se sentono troppo baccano e vociare.

SAMSUNG CSCAvvistamento di megattere nel Canale del Mozambico.

Il Parco Nazionale Tsingy de Bemaraha, classificato dall’Unesco “Patrimonio dell’Umanità”, è di difficile accesso visto il percorso impervio che si deve affrontare per raggiungerlo ma merita almeno un paio di giorni di visita.
Si tratta di un grande massiccio di origine carsica che si estende per circa cento chilometri, scolpito dal fenomeno dell’erosione e dal passaggio del fiume Manambolo in modo davvero singolare. Un immenso altopiano frastagliato con guglie (in malgascio tsingy) alte centinaia di metri, appuntite e affilate.
Dopo una breve scarpinata nella giungla dove è piuttosto semplice avvistare qualche esemplare di lemure Aye Aye, attrezzati con cintura dotata di moschettoni assolutamente necessaria per percorrere i sentieri “ferrati“, ci si arrampica sulle guglie tra stretti corridoi di roccia, gallerie nelle quali si passa soltanto strisciando sul suolo, suggestivi passaggi su ponti sospesi. Dopo circa tre ore di sali-scendi piacevoli ma faticosi si giunge alle “vetta degli Tsingy”, dalla quale è possibile godere di un paesaggio assolutamente mozzafiato.
A questo link trovate maggiori informazioni sul Parco Tsingy de Bemaraha:
www.travelmadagascar.org/PARKS/Tsingy-Bemaraha-National-Park.html

SAMSUNG CSCSalary all’alba quando cielo e mare non conoscono confini.

Lasciando il l’area degli Tsingy e tornando sulla Route Nationale 7 che taglia il paese da nord verso sud in direzione di Toliara, il paesaggio torna di nuovo a cambiare in modo deciso.
Cambio di auto e di autista ad Antsirabe in quanto la Route Nationale 7 è percorribile anche con una normale automobile; notte di riposo e si riparte.

Chilometri prima di Fianarantsoa, una cittadina rumorosa quanto colorata e vivace, tutto si dipinge di un bel verde intenso. A Fianarantsoa si trova la strada che devia verso il PARCO NAZIONALE RANOMAFANA che protegge una vasta area di foresta pluviale, anch’esso Patrimonio dell’Umanità Unesco.
Potrete trovare maggiori informazioni sul Parco Nazionale Ranomafana al seguente link:
www.travelmadagascar.org/PARKS/Ranomafana-National-Park.html

DCIM100GOPROGOPR0871.Parco Nazionale Tsingy de Bemaraha, ponte sospeso. Patrimonio Unesco.

Proseguendo verso sud, tra mandrie di zebù che bloccano la circolazione anche per intere mezz’ore, superando Ambalavao, si possono visitare molte piccole riserve naturali gestite da volontari e alloggiare in camp ed eco-lodge in location meravigliose all’interno del PARCO NAZIONALE DI ANDRINGITRA. Ecco un link con maggiori informazioni:
www.travelmadagascar.org/PARKS/Andringitra-National-Park.html
Consigliamo vivamente di alloggiare al Camp Catta. Dal sito sembra che il camp sia chiuso invece con un po’ di pazienza, la Sig.ra Helga (la proprietaria) risponderà alla vostra e-mail e alla fine si verrà ripagati dalla location impareggiabile:
www.campcatta.com
Solo arrivando al Camp Catta di può ben comprendere perché la proprietaria non risponda alle e-mail ogni giorno.
Il Camp Catta offre vari tipi di sistemazione: da semplici capanne di sasso dove all’interno si trova solo un piccolo letto con una zanzariera a comodi ed eleganti bungalow in legno con tutti i comfort.
La corrente elettrica e l’acqua (disponibile solo fredda) vengono staccate ogni giorno dalle ore ventidue e fino al mattino seguente (questo praticamente ovunque in Madagascar). Sono disponibili anche delle piazzole dove poter montare una tenda per chi scegliesse questo tipo di viaggio.

Il Parco Nazionale di Andringitra è sempre parte della vasta area di foresta pluviale ed è caratterizzato da immense vallate, falesie e grandi montagne granitiche.
Si trova in questo angolo del paese il Picco Boby (2.658 mt/slm), la cima accessibile più alta del Madagascar.

SAMSUNG CSCSul capo di trasportano oggetti di tutte le dimensioni.

La temperatura in questa zona del paese rimane piuttosto bassa durante tutta la giornata. Numerose colonie di lemuri Catta saltellano tra i rami degli alberi al mattino presto alla ricerca di cibo, piccoli villaggi tradizionali in terra rossa punteggiano le vallate. Villaggi costituiti da poche capanne fatiscenti, costruite con fango paglia e sterco di zebù, niente corrente, niente acqua, niente di niente. Il tempo sembra essersi fermato.
In questo parco è possibile vedere una quantità davvero enorme di lemuri Catta e camaleonti, quasi a ogni ora del giorno. Purtroppo, contrariamente alle aspettative, i lemuri non sono così diffusi in tutto il paese. Parlando con le persone del luogo si apprende che in passato i lemuri servivano alle tribù locali come fonte di sussistenza oppure venivano uccisi per questioni di superstizione.
Da tempo sono nate associazioni a protezione della flora e della fauna locali che hanno bloccato il massacro e creato parchi e zone protette dove i lemuri possono vivere al sicuro.
Uno dei massimi esempi di come la gestione virtuosa delle risorse naturali possa influire positivamente sulla comunità e sul territorio è la RISERVA NATURALE DI ALJA:
www.anjareserve.angelfire.com
La riserva di Anja che occupa una superficie di 100 mila metri quadrati. Con una breve visita di qualche ora è possibile addentrarsi nella giungla e vedere diverse specie di orchidee, grandi alberi di ficus, famiglie di lemuri, molte specie di uccelli e grazie all’occhio allenato delle guide anche i camaleonti.

SAMSUNG CSCL’ultima ora di luce della giornata, Toliara.

Proseguendo sulla Route Nationale 7 verso il sud-ovest della grande isola, il paesaggio torna nuovamente desertico, roccia e sassi dalle sfumature rosse e gialle a perdita d’occhio.
Un’altra sosta d’obbligo è il PARCO NAZIONALE DELL’ISALO. Il biglietto d’ingresso è molto costoso se confrontato con il costo di vita medio del Madagascar ma certamente vale un paio di giorni di visita. Al seguente link potete trovare informazioni utili sul Parco Nazionale dell’Isalo:
www.parcs-madagascar.com/aire-prot%C3%A9g%C3%A9e/parc-national-isalo
Nel Parco Nazionale dell’Isalo sono previsti diversi tipi di itinerari a cui si accede da differenti aree.
Tra i percorsi possibili si possono raggiungere alcune piscine naturali, il Canyon dei topi (Canyon de Rats), il Canyon delle Scimmie (Canyon de Makis) o le Cascade des Nymphes, con la possibilità di avvistare i lemuri delle varie specie diurne che vivono in questo territorio, soprattutto quello più comune con la coda ad anelli (lemuri Catta).
Altra curiosità è la finestra dell’Isalo, da vedere se possibile al tramonto, che si trova a qualche chilometro dal villaggio di Ranohira.
Per chi è in cerca di una sistemazione basica e di poche pretese segnaliamo L’hotel “Orchidée Isalo”:
www.orchidee-isalo.com
Mentre chi cerca una sistemazione più elegante ed esclusiva può alloggiare presso le “Relais de la Reine”:
www.lerelaisdelareine.com

SAMSUNG CSCTramonto sullo sfondo del Parco Nazionale dell’Isalo.

Ranohira è una cittadina di passaggio non molto attraente per la verità. Polvere, disordine, immondizia e rumore dominano.
Un mercato perenne così come in molte cittadine o agglomerati in tutto il paese. Dove ci sono più di cinquanta persone, c’è un mercato.
Si è accolti sempre con molta curiosità, a volte un po’ di diffidenza iniziale ma se ci si mette a sedere su una stuoia a fianco a qualcuno, subito cadono tutte le barriere e tra un gesto e una parola di francese si riesce a comunicare; i bambini delle tribù e dei villaggi interrompono l’educazione appena imparano a leggere e scrivere indipendentemente dall’età anagrafica ma non era lo stesso nel passato quindi la maggior parte degli adulti parla solo il dialetto locale.
Stando seduti ad osservare la vita che scorre, si vedono davvero scene d’altri tempi compreso un uomo, ovviamente scalzo, con almeno sette anatre in una sacca a tracolla, immagini che davvero fanno pensare alle statuette del presepe.
Quelle sono le occasioni migliori per i più impavidi, per assaggiare gli alimenti più strani che vengono offerti tra gridolini di gioia e entusiasmi condivisi. Ormai mezzo mercato è radunato attorno per godere di questo momento di intrattenimento fuori dal quotidiano. Un piccolo mondo felice all’interno del mondo reale; per pochi istanti tutti ci dimentichiamo di tutto: loro dimenticano della fatica del giungere a fine giornata, dimenticano di vendere la loro frutta, di ammaestrare i loro zebù, dimenticano di nascondere le loro nudità; noi dimentichiamo di essere bianchi, dimentichiamo di essere dei privilegiati nella vita, dimentichiamo che assaggiando qualche frutto non lavato accuratamente potremmo subirne le conseguenze, dimentichiamo di non essere africani, dimentichiamo chi siamo e da dove veniamo. Si condividono attimi e risate, si riparte con gli occhi commossi e il cuore pieno di gioia.

SAMSUNG CSCInnocente bellezza, Toliara.

La Route Nationale 7 sbuca a Toliara, sulla costa ovest del Madagascar.
Toliara è una città coloniale portuale capoluogo della regione di Atsimo-Andrefan.
Tra le vie della graziosa cittadina coloniale, viene allestito ogni giorno un variopinto mercato di frutta e verdura, sul lungomare invece si riuniscono i venditori di conchiglie e molluschi dell’Oceano Indiano.

Dopo tanti chilometri è tempo di affrontare l’ultima tratta di strada sterrata di circa trecento chilometri con un nuovo 4×4 che ci lascerà a Salary con tappa intermedia a Ifaty.
A Ifaty consigliamo di pernottare presso ”Hôtel La Mira de Madiorano”. Un vero e proprio guardino paradisiaco affacciato su un mare cristallino.
Passeggiando per le stradine dell’hotel o rilassandosi cullati da una delle amache disponibili per gli ospiti, si è accolti dai profumi intensi e dai colori delle meravigliose bouganville. L’hotel manager, un signore francese di origini italiane che ama condividere le proprie serate con i turisti presentando il resort come se fosse la propria casa, si prende cura anche degli alberi di baobab che si possono ammirare nel giardino.

E’ tempo di ripartire per qualche giorno in uno degli angoli più belli e incontaminati del pianeta: SALARY. La struttura migliore di quest’area è il Salary Bay:
www.salarybay.com
Salary Bay è una piccola struttura turistica gestita divinamente e con rigore da una signora francese. Una decina di boungalow e un villino di fronte a una laguna praticamente privata a forma di mezza luna.
A SALARY il turismo di massa dei grandi resort non è ancora arrivato. Esistono solo piccole strutture raggiungibili in tre ore di pista di sabbia da Ifaty. Si passa attraverso la foresta spinosa, piante basse e piene di spine appunto a causa della scarsità delle precipitazioni in questa area del paese.
La laguna, che accoglie i turisti a Salary, è scintillante; l’acqua, specialmente con la bassa marea, assume dei colori che sono difficili da descrivere e il sole tramonta proprio nel mare di fronte alla laguna. La spiaggia è bianchissima e disseminata di conchiglie e coralli.

GOPRO0950Lemuri Catta alla ricerca di cibo nella Riserva Nazionale Anja vicino ad Ambalavao.

Durante l’inverno australe (da giugno a fine settembre) la costa occidentale del Madagascar offre uno degli spettacoli naturali più affascinanti del mondo. Gruppi di megattere migrano ogni anno dall’Antartide alle acque protette del Canale del Mozambico dove partoriscono e si prendono cura dei piccoli. Le madri nuotano vicino ai piccoli, allattandoli e curandoli, per poi accompagnarli nella loro prima migrazione verso sud.
A rendere tanto interessanti le megattere sono le spettacolari evoluzioni acrobatiche che sanno compiere in acqua e gli elaborati canti con cui i maschi corteggiano le femmine.
Il Salary Bay offre la possibilità di effettuare un’escursione giornaliera alla ricerca delle balene. Un’esperienza da non perdere, un’emozione da togliere il respiro.

Prima di rientrare nella capitale Antananarivo per trascorrere gli ultimi giorni e acquistare qualche ricordo di viaggio e qualche pezzo d’artigianato locale, l’ultima tappa d’obbligo è una struttura che si trova quattordici chilometri a sud di Toliara e a sette chilometri dall’aeroporto di Toliara, il Bakuba Lodge.

SAMSUNG CSCPanorama dei pinnacoli di roccia granitica nel Parco Nazionale Tsingy de Bemaraha.

Sembra assurdo in un paese come il Madagascar voler visitare qualcosa che non sia un parco naturale ma il Bakuba Lodge merita almeno un paio di notti.
Definirlo hotel, resort o lodge è senza dubbio riduttivo. È un museo che raccoglie reperti d’arte africana raccolti in tutto il continente, una struttura dall’architettura vagamente andalusa, con forti richiami ai templi della Mauritania con una bella piscina ovale che sembra un occhio azzurro nel mezzo della natura. Materiali naturali, legno, pietra, tessuti uniti all’estro del proprietario, l’artista belga Bruno Decorte, si sposano alla perfezione tra loro.
www.bakuba-lodge.com
La struttura è a breve distanza dal mare, poco frequentato dai turisti in questa zona; la spiaggia è un brulicare di attività e trasporto di merci di ogni genere.

Rientrando nella caotica Antananarivo si ha l’impressione di essere in un altro mondo. Dopo un mese tra natura, paesaggi mozzafiato, tramonti infuocati e animali inconsueti ci si trova catapultati all’improvviso nel mezzo di un trambusto disordinato e male odorante.
Anche a Tanà sono visibili i resti della civiltà coloniale, ormai si parla solo di resti visto che povertà, traffico e sviluppo incontrollato hanno lasciato ben poco di bello da ammirare.
La città è passata di circa 100mila abitanti agli inizi del novecento all’attuale milione e mezzo; sono ben visibili e vivibili tutti gli scompensi causati da questa esplosione demografica.

SAMSUNG CSC Vallata alle pendici del massiccio dello Tsaranoro, nel Parco Nazionale Andringitra.


COME ARRIVARE IN MADAGASCAR E COME ORGANIZZARE IL PROPRIO VIAGGIO IN MADAGASCAR, INFORMAZIONI UTILI

Il Madagascar è facilmente raggiungibile con voli giornalieri dall’Italia o da qualsiasi capitale europea. La durata della transvolata è di circa nove ore.

Il vettore che ha praticamente il monopolio sull’isola per le tratte interne invece è Air Madagascar  i cui voli sono piacevoli ma spesso poco affidabili negli orari.

Passaporto: in corso di validità con scadenza non inferiore a 6 mesi dalla data di rientro in Italia e deve avere almeno una pagina libera per il visto.

Visto Madagascar: lo si ottiene agli aeroporti internazionali di Antananarivo, non è necessaria alcuna fotografia, costa 25 €.

Vaccinazioni: non è obbligatoria alcuna vaccinazione. Consigliata la profilassi antimalarica e la vaccinazione contro l’epatite A. Fare comunque riferimento al vostro ambulatorio medico più vicino per informazioni più dettagliate e specifiche prima della partenza

Fuso Orario: +2 ore quando in Italia è in vigore l’orario solare e +1 ora quando in Italia è in vigore l’orario legale.

Moneta: sono in circolazione due monete differenti, il Franco Malgascio che viene ritirato man mano dagli Istituti di Credito e l’Ariary, la nuova moneta. Il cambio con le monete occidentali è molto fluttuante.

Lingua: la lingua ufficiale è il malgascio; il francese è conosciuto solo nelle città; la lingua italiana e la lingua inglese sono parlate solo da alcune guide e dal personale di alcuni hotel.

Cibo e bevande: il riso rappresenta l’elemento fondamentale che viene accompagnato da verdure, carne, pesce. La frutta, ad eccezione della costa sud occidentale dove deve essere importata da altre regioni, è diffusa a seconda delle stagioni (agrumi, ananas, mango, papaya, banane, mele, frutto della passione, lichis, ecc…)

Mezzi di trasporto: lo standard qualitativo dei mezzi di trasporto disponibili in Madagascar è piuttosto basso, i veicoli utilizzati sono generalmente vecchi. Il costo del carburante e le tasse sono piuttosto alti, nonostante questo il prezzo di un noleggio auto con autista sono nella media.
Nelle grandi città si trovano taxi privati nonché i taxi-be, letteralmente “grandi taxi”, simili ai taxi-brousse ma con percorrenza interna alla città.
I taxi-brousse sono grandi pullmini molto datati per il trasporto di persone, animali e mercanzia. Vengono riempiti sia all’interno sia sul tetto fino all’inverosimile. Non è raro vedere caricate capre, galline e altri animali di piccola e media taglia tra le persone.
Il mezzo di trasporto urbano più caratteristico è senz’altro il pousse-pousse, un mezzo a trazione umana simile al risciò.

Clima e abbigliamento: generalmente secco da aprile a novembre, umido da dicembre a marzo con piogge insistenti nei mesi di gennaio e febbraio.
La temperatura varia notevolmente a seconda dell’altitudine, nella zona degli altopiani centrali e in generale ad altitudini superiori agli 800 metri, durante la stagione invernale (da giugno a settembre) le temperature nelle ore notturne e alla mattina presto sono piuttosto fredde (7/12° C). Nelle ore diurne e soleggiate comprese generalmente tra i 18 e 22° C.
Nelle zone costiere le temperature sono sempre comprese tra i 26°C e 33°C durante le ore diurne. Durante i mesi di giugno e luglio sulla costa sud occidentale, per brevi periodi, la temperatura può subire un abbassamento di qualche grado.
Si consiglia in generale un abbigliamento pratico, sportivo e informale, nessun hotel richiede abiti eleganti, un capo pesante (pile o maglione di lana, una giacca impermeabile) sono consigliati nella stagione da giugno a settembre, quando il vostro viaggio prevede un tour.
Per le escursioni nei parchi si consiglia l’uso di scarpe chiuse con suola antiscivolo, pantaloni lunghi e un cappello per ripararsi dal sole.

 

Testo e foto di Sara Zaneletti | Riproduzione riservata www.agendaviaggi.com

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