Il GIORNO DEL MIO COMPLEANNO (SO HERE WE ARE) DI LUKE NORRIS AL TEATRO DEI FILODRAMMATICI

Scritto da Anna Alemanno on . Postato in cinema

Il giorno del mio compleanno (so here we are), l’opera prima del ventottenne Luke Norris vincitore del premio Bruntwood 2013 per playwriting, debutta con successo al teatro Filodrammatici.

 

 

 

Milano, Italia.
La pièce “Il giorno del mio compleanno” (titolo originale: So here we are), che ha debuttato con meritato successo al Teatro dei Filodrammatici,  si apre su quattro giovanissimi amici riuniti su un grigio muraglione davanti al mare, in una luna park abbandonato, per dare l’ultimo saluto all’amico Frankie morto tragicamente in un incidente. Un successivo incastro di scene (molto efficace la scenografia di Tommaso Ferraresi che scandisce  il tempo drammaturgico con un’interessante soluzione visiva) ricostruirà a ritroso le vicende precedenti alla morte dell’amico, avvenuta, appunto, il giorno del suo compleanno.
Il tragico evento sarà un’occasione intensa e necessaria di confronto e scontro tra lo stesso Frankie e il gruppo di amici d’infanzia, alla prese con l’emergere di emozioni, sentimenti e paure tipici di quel difficile momento di passaggio dall’adolescenza all’età adulta.

La drammaturgia dell’opera prima del ventottenne Luke Norris, vincitore del premio Pruntwood 2013 per Playwriting, si avvolge con ritmo e intensità ma anche con leggerezza e ironia, intorno a un evento drammatico che diventa però anche catalizzatore di quelle paure, contraddizioni, dolori e segreti caratteristica dei giovani adolescenti. Ma a emergere è anche il concetto di “noi”, (in quanto coppia, amici, gruppo) contrapposto a quello di  “loro”,  il diverso (da noi, appunto) perché straniero, perché omosessuale, perché “fuori dal gruppo”. Cosa accade quando il “noi” si frantuma? Quando “uno di noi” non c’è più o non è quello che credevamo  fosse? 

So here we are, il titolo originale, suggerisce una doppia valenza, quasi speculare: ecco, ci siamo, siamo arrivati fin qui. Oggi è il giorno in cui commemoriamo il nostro amico Frankie. Ma anche: “We” (Noi) ci siamo, in quanto amici, gruppo, coppia. Enunciazione, questa del “we”, sottolineata più volte dai personaggi. Rompere quel cerchio del “noi” è per alcuni del gruppo un tradimento, una violazione intima, un farsi altro che aliena e respinge. Ognuno di noi c’è per l’altro e nessuno esiste senza l’altro (e se non fosse così?). Il collante che ha unito questo gruppo di amici fino al giorno del tragico evento inizia a sciogliersi. Nascono così i primi “naturali” contrasti, indice di un’adultità che emerge da gesti e parole, da sentimenti nuovi. Ma crescere è anche questo: è un andare oltre il gruppo e fuori dal gruppo, un uscire allo scoperto, un rischiare nel mondo al costo di distruggere per poi ricostruire, al costo di diventare altro da quell’immagine che il “gruppo” ha definito per ognuno dei suoi componenti. Al costo di diventare se stessi. 

La regia – afferma Silvio Peroniè tesa a far emergere le storie e i conflitti dei protagonisti attraverso un gioco teatrale scevro da “effetti”. Vuole far affiorare l’elemento drammaturgico in sé. Un lavoro incentrato sugli attori, sulla capacità di raccontare e sulle relazioni che si dovrebbero stabilire fra autore, attore e spettatore; un triangolo comunicativo che pone l’accento sul messaggio del testo e sulle immagini emotive che le parole del testo ricreano”.

Diretta, realistica, non complessa ma mai banale, ironica, la scrittura drammaturgica del giovane  Norris arriva allo spettatore con forza e ritmo senza mai annoiare, portando anzi con sé una bella ed efficace riflessione sulle problematiche che emergono spesso nell’amicizia e nelle relazioni di coppia quando a prendere il sopravvento è la paura di far emergere ciò che si è, contrapponendosi così all’immagine che invece gli altri hanno costruito di noi. Bravissimi tutti i giovani attori per intensità e costruzione attenta e molto efficace dei personaggi: Giovanni Arezzo, Antonio Bandiera, Laurence Mazzoni, Federico Gariglio, Grazia Capraro, Luca Terraciano.

So here we are“.

Di Luke Norris
Regia di Silvio Peroni
Una produzione in coproduzione con Compagnia Mauri Sturno premio Bruntwood 2013 per Playwriting e Khora.Teatro

Anna Alemanno

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Anna Alemanno

Anna Alemanno

Anna C. Alemanno “La vie est un rendez-vous… Et un rendez-vous est un voyage”. Scrisse qualcuno. E per una reggina di nascita, palermitana d’adozione, milanese per necessità che ora vive a Parigi dove ha trovato il suo posto dell’anima a Montmartre (sarà un caso che è il quartiere degli artisti?) il viaggio è nel suo Dna. Giornalista (e sì, anche un po’ scrittrice), si è occupata di moda, beauty e cultura per diverse testate cartacee e ora collabora come free-lance per magazine on line e uffici stampa.