HOW EVIL IS POP ART

Scritto da Lucrezia Della Volpe on . Postato in Appuntamenti, Coppia, Cultura, Single, Weekend

Un percorso attraverso la Pop Art europea, con quarantadue opere che ripercorrono l’evoluzione di arte e artisti tra Francia, Gran Bretagna, Italia e Germania in mostra allo Spazio -1 di Lugano.

 

 

 

Lugano, Svizzera.
Lo Spazio -1, che dal 2012 è la location della Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, ospita la mostra How Evil Is Pop Art? New European Realism 1959-1966, fino al 6 Gennaio 2019. La mostra temporanea offre una panoramica completa e alquanto inusuale sugli esordi delle manifestazioni artistiche che hanno caratterizzato l’Europa dagli anni cinquanta del secolo scorso in poi.

Si tratta di un percorso attraverso la Pop Art europea, con quarantadue opere che ripercorrono l’evoluzione di arte e artisti tra Francia, Gran Bretagna, Italia e Germania. Un’esibizione insolita in cui sono stati accostati i pionieri del genere ai rappresentanti più celebri, mescolando tempi e luoghi senza un vero e proprio ordine. Una scelta pensata per ricreare in qualche modo il tessuto artistico e sociale di quegli anni, quando l’Europa del post-guerra era interconnessa più che mai.

La Pop art era la manifestazione di un’Europa che si liberava dal peso del passato per proiettarsi nel futuro, complici la diffusione della nuova cultura di massa americana con i suoi colori e messaggi esplosivi. L’entusiasmo generale fu però smorzato da qualche scettico come la giornalista Tullia Levi che, in occasione della Biennale di Venezia del 1964, pose la domanda Quanto è diabolica la pop art? , da cui il titolo della mostra.

Le mode statunitensi avevano avuto modo di affermarsi tacitamente durante la guerra grazie alla diffusione di prodotti iconici come le chewing gum, il cibo in scatola, il rock’n’roll e affascinanti prodotti di design che inevitabilmente catturavano l’attenzione del resto del mondo. Era in atto una vera e propria americanizzazione a livello globale, a cui artisti come Konrad Lueg, Mimmo Rotella e Mario Schifano risposero fin da subito proponendo le immagini dei mass media e delle pubblicità trasformate in versione ironica.

La celebre Pop Art americana comparve solo in un secondo momento, nel 1963, quando in Europa la prima arte pop era invece già ampiamente diffusa, seppur con qualche difficoltà nell’essere accettata a pieno. La mostra vuole quindi essere l’occasione per dare spazio e valorizzare una corrente artistica tutta europea che troppo spesso in passato ha dovuto faticare per essere riconosciuta come arte da esposizione, proponendosi come audace elemento di rottura con la tradizionale arte moderna occidentale.
Info: LAC Arte e Cultura 

 

Lucrezia della Volpe

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Lucrezia Della Volpe

Lucrezia Della Volpe

Laureata in Economia ma fin da bambina appassionata di arte. Nei weekend liberi approfitta per fare le valigie e partire alla scoperta di posti nuovi. In alternativa, esce di casa con il naso all’insù, per guardare ogni giorno ciò che la circonda come se fosse la prima volta. Amante dei buoni sapori, condivide la sua passione per il cibo attraverso il food-blogging. Da sempre interessata al mondo della comunicazione, considera Milano il trampolino di lancio verso il suo futuro. Nonostante tutto, fatica ancora un po’ a vivere lontana dal mare e appena può scappa al sud: ad Aversa, città della Campania dove è cresciuta, o in Salento, la terra che considera la sua seconda casa.