GYÖRGY KURTÁG DEBUTTA ALLA SCALA A 92 ANNI CON UN INTENSO FINALE DI PARTITA

Scritto da Anna Alemanno on . Postato in cinema

Chiude la stagione l’opera lirica di György Kurtág, Fin de partie. Scènes et monologues, opéra en un acte. Tratta da “Finale di partita” di Samuel Beckett. Un debutto in prima mondiale di grandissimo successo.

Milano, Italia.
György Kurtág, ungherese, universalmente considerato tra i maggiori compositori viventi, non aveva mai scritto un’opera. Si sperimentandosi ora, a novantadue anni, riscuotendo grande successo, su un classico di Samuel Beckett del 1957: Finale di partita. È la prima volta in assoluto che il testo del drammaturgo di Dublino diventa un’opera lirica.  Il titolo, indica la situazione ricorrente negli scacchi in cui l’esito della partita è segnato ma i giocatori inesperti continuano a muovere i pezzi a vuoto senza rendersi conto che non esiste speranza.
Bisogna necessariamente continuare a giocare (e a vivere) e decidere che mossa fare. Come negli scacchi. Ciò che viene messa in scena è l’impossibilità dell’azione e non l’azione stessa. In questa situazione si trovano i protagonisti Hamm e Clov, che trascorrono giornate sempre uguali in una casa che condividono con i genitori di Hamm, privi delle gambe e sistemati in due bidoni della spazzatura.
La prima assoluta del 15 novembre è stata trasmessa in diretta radiofonica su RAI-Radio 3 ed è stata diretta da Markus Stenz, mentre lo spettacolo porta la firma di uno dei più autorevoli registi della scena internazionale, Pierre Audi, che con questo importante progetto debutta alla Scala. Un ampio atto unico, denso, intenso, frutto di due anni di prove di un lavoro minuziosissimo sul testo. La varietà dei suoni è ricca, bellissima, ed è stupefacente come ogni nota accompagni le parole, avvolgendole quasi ne fosse il prolungamento o il completamento naturale.
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Bellissima la messinscena di Pierre Audi, asciutta, scarna, metallica, perfettamente aderente al testo e alla musica. Giorno o notte, non si sa. Una casa bunker enorme, riempie il palco con un senso di nera claustrofobia. Con le ombre proiettate che amplificano la suggestione delle parole.
I cantanti, sono Frode Olsen, Leigh Melrose, Hilary Summers e Leonardo Cortellazzi.
György Kurtág
Durata spettacolo: 2 ore
Samuel Beckett: Fin de partie
scènes et monologues, opéra en un acte
Commissione Teatro della Scala
Versione drammaturgica di György Kurtág dal dramma di Samuel Beckett
Editore Editio Musica Budapest
Rappresentante per l’Italia Casa Ricordi, Milano

Prima esecuzione mondiale
Orchestra del Teatro alla Scala  

Nuova Produzione Teatro alla Scala in coproduzione
con Dutch National Opera, Amsterdam.

 

Anna Alemanno

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Anna Alemanno

Anna Alemanno

Anna C. Alemanno “La vie est un rendez-vous… Et un rendez-vous est un voyage”. Scrisse qualcuno. E per una reggina di nascita, palermitana d’adozione, milanese per necessità che ora vive a Parigi dove ha trovato il suo posto dell’anima a Montmartre (sarà un caso che è il quartiere degli artisti?) il viaggio è nel suo Dna. Giornalista (e sì, anche un po’ scrittrice), si è occupata di moda, beauty e cultura per diverse testate cartacee e ora collabora come free-lance per magazine on line e uffici stampa.