L’INDONESIA DI ERIKA ON THE ROAD: COSA FARE A BALI E LOMBOK

Scritto da AGENDAVIAGGI on . Postato in Itinerari, On the road, Single

Erika On the Road ci racconta cosa fare a Bali e Lombok, due tra le più importanti località dell’arcipelago delle Piccole Isole della Sonda. Dal suo diario di viaggio una molteplicità di attrazioni, luoghi esotici ed esperienze da ricordare: da Ubud, centro culturale dell’isola, al Lombok e le sue spiagge, la sua spiritualità e le feste senza fine. In attesa della terra dei suoi sogni: l’Australia e i suoi spazi infiniti.

Diario-di-viaggio-Bali-Erika-On-The-Road-Bambini-600Bali, Indonesia.
Questa volta sono preparata. Bali è una destinazione molto frequentata dai miei amici viaggiatori e andando a sbirciare tra le foto di Facebook ho trovato templi, scimmie e tavole da surf. Parto carica e un po’ agitata, divisa tra la grande voglia di esplorare e la paura che l’essermi lasciata una vita regolare alle spalle sia stata una decisione avventata.

Appena atterrata a Denpasar prendo un taxi verso Kuta, cittadina vicina all’aeroporto. È notte e piove, tuttavia Kuta è ancora sveglia e rumorosa. Kuta è un ingarbuglio di motorini sgangherati, persone che cercano di rifilarmi souvenir, massaggi e viagra, teenager australiani mai sobri, pub e ristoranti turistici. Decido di passarci un altro giorno per vederla alla luce del sole ma sento già che non è qui che troverò quello che cerco. Due giorni dopo e un breve viaggio in autobus arrivo a Ubud.

UBUD
La città è graziosa da vedere. Le sue stradine sono un susseguirsi di ristoranti, caffè e locali che vendono cibi e bevande di ogni forma e colore, molti dei quali con ingredienti segreti dalle proprietà ringiovanenti o energetiche. Mi siedo in un bar in un giorno di pioggia e il barista mi chiede se sia venuta a Bali a cercare l’amore. Racconta che sono molte le donne che arrivano a Bali alla ricerca di un uomo, dopo il successo del libro e del film Mangia Prega Ama. No, gli spiego, sono venuta a vedere un pezzo di Indonesia, a capire cosa mangiate, cosa fate, chi siete. Risponde che sarà difficile trovare ciò che cerco in poche settimane. I Balinesi sono abituati al turismo e se vorrò vedere chi sono e come vivono veramente dovrò impegnarmi davvero e scavare sotto la superficie. Il consiglio del barista è chiaro: “Cambia isola”.

Ubud è circondata da risaie, è la stagione delle piogge e ogni giorno, a sorpresa, arriva un acquazzone che rende tutto più verde e profumato. L’attrazione turistica per eccellenza è la Monkey Forest di Ubud che ospita, oltre alle scimmie che gli danno il nome, il tempio di Pura Dalem Padangtegal e più di 115 specie d’alberi. Passo una giornata a fotografare la vita quotidiana di una comunità di scimmie dispettose. La più sfacciata decide di arrampicarsi su di me e non riesco a non pensare che se fossi rimasta a Londra ora sarei in ufficio a Oxford Street ad aspettare l’ora di andare a casa e invece sto andando in giro tra rovine di templi induisti con una scimmia in spalla.

Diario-di-viaggio-Bali-Erika-On-The-Road-Kuta-Lombok-730

LOMBOK
Poi un giorno arriva Giulia, mia amica e compagna di viaggio nello Sri Lanka, che ha deciso di raggiungermi. Ci spostiamo nel Lombok, cominciamo dalle isole Gili, geograficamente molto simili ma estremamente diverse nel tipo di turismo che offrono.

Gili Trawangan è quella adatta ai giovani, dove i locali stanno aperti fino al mattino, i bar in spiaggia vendono i funghi allucinogeni e ogni volta che c’è la luna piena si fa festa.
Gili Air è adatta a persone un po’ più grandi o a famiglie, si spende di più ma si mangia bene, si fa yoga e meditazione e si trovano quegli stessi frullati miracolosi che spopolano a Ubud.
Gili Meno è piccolissima, è quella romantica, ci sono pochi alberghi e una manciata di ristoranti.
Le isole Gili sono davvero paradisiache ma abbiamo voglia di vedere altro e allora prendiamo una barca e torniamo sulla terraferma.

Prima tappa Senaru, un paesino immerso nel verde acceso di una vastità di risaie e ai piedi del grande vulcano di Mount Rinjani. Visitiamo le piantagioni di riso e le cascate ai piedi del vulcano, che purtroppo non si può scalare a causa della pioggia.
Ripartiamo subito, questa volta verso Kuta Lombok, cittadina sulla costa circondata da alcune delle spiagge più belle che io abbia mai visto. Affittiamo un motorino e ogni mattina sgattaioliamo via verso una nuova spiaggia. Sullee strade della città dozzine di bambini vendono braccialetti e teli mare. Ce ne andiamo da Kuta Lombok con braccia e caviglie ricoperte di bigiotteria locale.

MATARAM
E’ quasi ora di partire per Perth ma prima di tornare a Bali passiamo un paio di giorni a Mataram. Bamboo, un ragazzo conosciuto su Gili Meno, ci ha invitate a una cerimonia a cui non possiamo mancare: un bambino della sua comunità sarà circonciso e sarà festa per tutto il quartiere. Passiamo due giorni a casa sua, comunichiamo a gesti con i parenti e partecipiamo ai preparativi per la celebrazione. Poi la festa ha inizio. La piazza è in fermento. L’albero della cuccagna è preso d’assalto, grandi e piccini giocano lanciandosi addosso acqua e farina, canti e musica riempiono le strade del quartiere e finalmente assaggiamo cibo buono e tradizionale: la chiamano Sasak ed è la cucina del Lombok, ricca di spezie e peperoncino. La sera torniamo a casa stanchi. La madre di Bamboo ci mostra i suoi vestiti, la maggior parte dei quali fatti a mano da sua madre. E così, mentre gli uomini guardano la TV, noi ragazze ci chiudiamo in camera a provare indumenti tradizionali del Lombok.

L’ultima sera prima di partire la passiamo nei locali di Kuta. Chiacchieriamo con tanti australiani che ci promettono che l’Australia sarà meravigliosa, che ci piacerà così tanto che sarà difficile andare via. Io sono diffidente: ho la sensazione di tornare indietro, ho paura che l’Australia sia troppo simile a ciò che mi sono lasciata alle spalle. Ma non abbiamo scelta:  dobbiamo guadagnarci qualche soldo per continuare a viaggiare e in questa parte di mondo quello  è l’unico posto dove possiamo lavorare.

Allora penso ai canguri, al deserto, alle spiagge e al cielo immenso che mi aspetta.

Diario-di-viaggio-Bali-Erika-On-The-Road-Cuccagna-600IL TACCUINO DI AGENDA VIAGGI

Come arrivare
I voli per Bali sono frequenti e partono da numerose città italiane: Roma, Milano, Firenze, Catania, Genova, Napoli, Venezia, Torino, Ancona e Verona. Non esistono voli diretti dall’Italia. Voli frequenti da Milano e Roma via Singapore con Singapore Airlines.
Dove dormire
Ubud: Eka’s Homestay, posto carino dove dormire costa poco.  Il proprietario è un musicista: basta chiedere perché metta in mostra tutti i suoi strumenti tradizionali indonesiani.
Dove mangiare
Ubud: Al Sari Organic, immerso nel verde delle piantagioni di riso, si mangiano piatti vegetariani fatti con ingredienti di agricoltura biologica. Sulla stradina che porta al ristorante c’è la casa di un simpatico signore che vende noci di cocco di cui si può bere il succo.
Gili Air: Al Freedom bar si mangia e si bevono cocktail freschi. Da provare il curry ai gamberi.
Gili Trawangan: tutte le sere ci sono i night market dove si può mangiare bene spendendo poco.

Erika Addessi

Scopri la storia di Erika On the Road leggendo la sua intervista.
Vola in Sri Lanka con Erika On the Road.

ALTRI ARTICOLI SU BALI E IL LOMBOK:
La danza Kecak dietro il tempio di Uluwatua
I villaggi Sasak nell’isola di Lombok: un viaggio indietro nel tempo

VIAGGIARE IN INDONESIA:
Viaggio a Giava: Yogyakarta, città d’arte in Indonesia
Batam e Bintan, top destinations

Foto di Erika Addessi.
In ordine: Abitante della Monkey Forest, Ubud
Fiume vicino a Senaru, Lombok
Panorama da una collina di Kuta Lombok
Albero della cuccagna, Gili Air

 

Tags: , ,

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento

Devi essere loggato per postare un commento.