Con “Ho perso il filo”, i nuovi linguaggi espressivi di Angela Finocchiaro

Scritto da Elena Borravicchio on . Postato in cinema

Un’Angela Finocchiaro brava come sempre, alla prova con linguaggi espressivi inediti, forse mai affrontati prima, ci coinvolge nella sua sua inimitabile comicità, alle prese con un’eroina anticonvenzionale.

 

 

Monza, Italia.
L’ “eroina dei nostri giorni”, Angela Finocchiaro, inaugura la stagione di prosa del Teatro Manzoni di Monza, con lo spettacolo “Ho perso il filo”, andato in scena da giovedì 15 a domenica 18 novembre. La protagonista e ideatrice del soggetto, insieme a Cristina Pezzoli e Walter Fontana, che è anche autore del testo, compie una scelta stilistica nuova, pensando ai suoi figli, che, come racconta irrompendo in teatro con un’originale entrata a sorpresa, in buona sostanza le rimproverano di “fare sempre la stessa parte”.
E allora l’attrice si veste da eroe, nei panni di Teseo, il mitico ateniese che sconfisse il Minotauro, ma poi anche si sveste e si mette a nudo. In un felice adattamento scenico che propone allo spettatore un “muro parlante”, figura del labirinto cretese, Angela Finocchiaro ripercorre la sua vita, con ironia ma anche con il profondo coraggio della verità: dai ricordi di infanzia, al primo bacio; dal confronto con le donne importanti della propria vita, la nonna, la mamma, la figlia, alla voglia di cambiare il mondo con l’arte sperimentale; dal proprio matrimonio alla fede religiosa; dal senso della morte al senso della vita.

In scena con lei, a infestare la sua labirintica esperienza interiore, sei misteriose Creature (i talentuosissimi Michele Barile, Giacomo Buffoni, Fabio La Bianca, Alessandro La Rosa, Antonio Lollo, Filippo Pieroni e Alessio Spirito, sulle coreografie di un talentuoso Hervé Koubi) travolgono la scena con la loro danza carica di pathos, in alcuni momenti e grande divertimento, in altri.
Non mancano riferimenti espliciti alle nevrosi consumistiche del nostro tempo, nel segno di un linguaggio, che, nostro malgrado, tutti intendiamo.
Se di catarsi parlavano i greci e di centralità dell’esperienza parla il teatro sperimentale, “Ho perso il filo” prone l’una e l’altra, con il dono della risata e insieme della riflessione seria sulla vita, addolcita da uno sguardo buono su se stessi.

InfoTeatro Manzoni di Monza
Photo Paolo Galletta

 

Elena Borravicchio

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Elena Borravicchio

Elena Borravicchio

Torinese di nascita e monzese di adozione, avendo vissuto, nel mezzo, un pezzo di vita a Milano e uno ad Abu Dhabi, prende la vita con filosofia, come la sua laurea. Appassionata di sociale, educazione, teatro, danza e viaggi, non esce mai di casa senza penna e taccuino e pensa di non aver vissuto fino in fondo un’emozione se prima non l’ha trasferita sulla carta. Circondata di amici monzesi, ma soprattutto stranieri, si dedica con gioia alla sua famiglia e al mestiere di freelance.