Chagall sogno d’amore: le opere dell’artista in mostra a Napoli

Scritto da Alessandra Chianese on . Postato in Appuntamenti, Coppia, Cultura, Single, Weekend

Per la prima volta a Napoli, la grande magia di Marc Chagall, l’appuntamento nella suggestiva Basilica della Pietrasanta – Lapis Museum, con 150 opere dello straordinario artista

Napoli, Italia.
Napoli è ancora una volta all’avanguardia per una mostra di interesse internazionale: dal 15 febbraio al 30 giugno 2019, presso la Basilica della Pietrasanta – Lapis Museum, sarà esposta la collezione di 150 opere appartenenti all’artista russo Marc Chagall, vissuto per quasi un centenario (1887-1985). Appuntamento imperdibile per gli amanti dell’arte e della cultura.

La mostra descrive la vita, l’opera e il sentimento di Chagall per sua moglie Bella, da lui molto amata, tramite dipinti, acquerelli, incisioni dal valore straordinario, provenienti da collezioni private e quindi difficilmente conoscibili per il pubblico. Nelle opere coesistono figure provenienti da infanzia, fiabe, poesie, religione, guerra; mondi dai colori vivaci e sfumature intense, popolati da tanti personaggi, reali o immaginari, che pervadono la fantasia di Chagall e vengono poi riprodotti su tela. Opere in cui la dimensione onirica prende letteralmente il sopravvento, rendendo difficile la scissione dalla realtà.

La mostra si divide in cinque sezioni che ripercorrono i temi più intimi per Chagall: Infanzia e tradizione russa; Sogni e fiabe; Il mondo sacro, la Bibbia; Un pittore con le ali da poeta; L’amore sfida la forza di gravità. Tanti infatti sono i richiami alla tradizione russa che lo ha sempre accompagnato durante la sua carriera artistica: il senso del sacro e la profonda religiosità trasmessa nelle opere riguardanti la Bibbia, il rapporto con letterati e poeti, l’amore per la natura e gli animali, il mondo del circo, fonte di ispirazione per l’atmosfera bohémienne e il senso di libertà, e l’amore, forza vitale che dà senso ad arte e vita.

Le sezioni in cui la mostra si articola consentono di ammirare più di 150 opere e comprendere la sua pittura. Lo spettatore è letteralmente immerso in un mondo poetico, fantastico o sognato, in cui ogni cosa è possibile. Lo stile è personalissimo, difficile da classificare, non riconducibile a nessuna delle avanguardie che si affermarono in quel periodo. Una mostra in cui prevale il colore, capace di trasmettere emozioni, di diffondere le sensazioni che l’artista intendeva riflettere nelle proprie creazioni. Chagall è in grado di far coesistere tre grandi culture da cui è stato influenzato: ebraica, russa e occidentale.

Prima sezione – Infanzia e tradizione russa. Nato a Vitebsk, in Bielorussia, Chagall riflette la sua infanzia nelle sue opere, tra cui la tela Villaggio Russo, realizzata nel 1929 e specchio della sua città natale. In primo piano, è possibile vedere due tipiche costruzioni in legno, una di colore rosso e l’altra azzurro, separate da una strada interamente coperta di neve, così come i tetti. Sullo sfondo ci sono torri di una chiesa non ben definite, probabilmente raffiguranti la cattedrale dell’Assunzione; per evidenziare che nelle sue opere ogni cosa è possibile, l’artista dipinge anche una slitta trainata da un vitello che si muove sopra le case. A rendere l’atmosfera sospesa e misteriosa contribuisce particolarmente il cielo plumbeo.

Seconda sezione – Sogni e fiabe. Chagall fa ritorno a Parigi nel 1922, dopo essere stato nella “città delle avanguardie” per un periodo di formazione tra il 1911 e il 1914. In questo periodo l’autore riscopre la luce e la natura, i paesaggi e la luminosità della campagna francese. Un mondo puro, armonioso, ricco di fiori colorati e in cui prevale notevolmente la dimensione onirica. Gli viene commissionata l’illustrazione delle favole di La Fontaine, uno degli autori più importanti del Seicento, le cui favole sono considerate capolavoro della letteratura francese. Chagall trae spunto dalla tradizione russa, dalle icone e i lubki, dalle stampe colorate accompagnate da una didascalia per istruire e informare il popolino e gli analfabeti. L’artista ha sempre avuto un grande amore per il mondo animale, dovuto al fatto che è cresciuto in un piccolo villaggio, in cui gli animali erano particolarmente presenti: vitelli, maiali, tane, volpi, galli, formiche ricreano un mondo unico, immaginario, magico, che richiama a quanto descritto da La Fontaine.

Terza sezione – Il mondo sacro, la Bibba. Il pittore si occupa anche della realizzazione di opere riguardanti scene della Bibbia. Prima di dedicarsi interamente al nuovo lavoro, compie un viaggio in Palestina, per visitare i luoghi che hanno segnato la storia del popolo eletto. Le incisioni della Bibbia riflettono la fede e la vitalità dell’artista, la luce della Palestina, gli insegnamenti tratti dall’esperienza compiuta. Questa tematica sarà fonte di ispirazione per molte opere di Chagall, tema ricorrente spesso nel corso della sua carriera. La vita dell’artista infatti è segnata anche da guerra e sradicamento: essendo di origine ebraica, l’esodo biblico è una metafora della persecuzione a cui furono sottoposti gli ebrei a causa dell’avvento del nazismo durante la seconda guerra mondiale. Chagall descrive in 24 scene l’atto del popolo ebraico che, guidato da Mosè e Dio, fugge dalla schiavitù a cui è soggetto in Egitto verso la terra promessa, ponendo sempre in evidenza il colore.

Quarta sezione – Un pittore con le ali da poeta. Definizione datagli da Henry Miller, descrive al meglio questa fase della pittura dell’artista, in cui si dedica anche alla letteratura, tra le sue più grandi passioni. Nel 1941, scappa negli Stati Uniti per sfuggire alla minaccia nazista; durante l’esilio, perde la sua amatissima Bella. Tornato in Francia nel 1948 con la sua nuova compagna Virginia McNeil, Chagall acquista la villa La Colline e ritrova vitalità e armonia, riflessi anche nelle sue opere, caratterizzate prettamente da mazzi di fiori coloratissimi accompagnati dalla presenza di una coppia di innamorati. Ritornano temi biblici, affiancati anche dal legame col circo: clown e acrobati occupano le tele, chiaro richiamo al circo a Vitebsk e al desiderio dell’artista di far parte del mondo bohémien, tra musica e giocolieri. Egli infatti sosteneva: “Per me il circo è uno spettacolo magico che passa e scompare come un mondo”. La dimensione onirica prende il sopravvento, creando difficoltà nel definire i confini tra realtà e sogno.

Quinta sezione – L’amore sfida la forza di gravità. Osservare le opere che Chagall dedica alla moglie Bella ci rende chiaro il concetto del vero amore, le sensazioni che si provano nell’avere accanto la persona di cui si è innamorati, di sentirsi sospesi in aria. Queste tele rendono chiari i sentimenti che l’artista prova per la sua amata. In Les amoureux à l’ane bleu (Gli innamorati con l’asino blu), una coppia di amanti si accarezza al chiaro di luna: lui vestito di blu, lei con i seni nudi, abbandonata tra le sue braccia, protetti da un asino di colore blu. In Le Coq violet, ricompare il tema del circo: la sposa galoppa su un destriero di colore verde e l’arlecchino le porge dei fiori, supervisionati da un gallo viola, simbolo di forza del sole e del fuoco.

La mostra, realizzata con il contributo di Fondazione Cultura e Arte, è organizzata e prodotta dal Gruppo Arthemisia e vede come partner istituzionale il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Si avvale del patrocinio della Regione Campania e del Comune di Napoli, è promossa dall’Assessorati alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, è sotto l’egida dell’Arcidiocesi di Napoli.

Inoltre, da ricordare l’innovativo progetto L’Arte della solidarietà realizzato da Arthemisia insieme a Susan G. Komen Italia, organizzazione impegnata nella lotta contro al tumore al seno, che interessa una donna su otto in Italia. Una parte degli incassi provenienti dalla vendita dei biglietti saranno devoluti per la realizzazione di progetti concreti per le persone che hanno difficoltà per sostenere i costi delle cure.
Info: Basilica della Pietrasanta – Lapis Museum

Un appuntamento da non perdere per gli amanti dell’arte, della pittura, dei colori!

Alessandra Chianese

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Alessandra Chianese

Alessandra Chianese

Nata e vissuta a Giugliano in Campania, in provincia di Napoli, è da sempre appassionata di arte, di cultura, di moda e del buon cibo italiano. Amante delle lingue e studentessa di Economia, adora viaggiare per scoprire nuovi posti e allargare i propri orizzonti. La frase che più la rispecchia è un passo scritto dal grande poeta Dante: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”. L’interesse per l’attualità e la politica sono sempre stati una costante nella sua vita fin da piccola: non a caso, è un’aspirante giornalista di cronaca presso un giornale della sua città.