AUSTERITA’. QUANDO FUNZIONA E QUANDO NO

Scritto da Margherita Manara on . Postato in Appuntamenti, Cultura

La ricerca accademica di Alberto Alesina, Carlo Favero e Francesco Giavazzi in un libro

Milano, Italia.
Sul concetto di austerità vi sono molte chiacchiere e distorsioni. Il tema è controverso. I sostenitori del rigore difendono la scelta invocando la serietà dell’impegno ad ogni costo; i contrari temono l’avvio di una spirale involutiva.
Il libro, edito da Rizzoli, è frutto di una rigorosa e competente ricerca accademica, dimostra, se ce ne fosse bisogno, che il dibattito sull’austerità o no non può essere una discussione da bar o essere affrontato emotivamente.  Qualsiasi opinione seria si basa su dati obiettivi, perciò credibili: i numeri e i modelli economici sono matematici.
Il volume riporta dati e riflessioni della ricerca  degli Alberto Alesina, Carlo Favero e Francesco Giavazzi, indicando come varie soluzioni di austerità portino a risultati macro-economici diversi.
I tre autorevoli esperti di politica economica intendono dimostrare che esistono numerosi modelli di austerità. Varie misure possono essere infatti adottate con aumenti delle tasse o tagli alla spesa. L’efficacia e i costi sono oggetto di attenta valutazione da parte degli accademici. Il loro lavoro dimostrerebbe anche che non necessariamente i governi fautori di misure di austerità sono destinati a perdere consensi. Significativi gli spunti dai diversi casi di successo nel recuperare efficienza dopo la crisi finanziaria del 2008: dal Canada al Belgio, dal Regno Unito a Irlanda e Portogallo.
Ogni ricetta anticrisi deve fare i conti con una serie di componenti economico-finanziarie interne ed esterne, ipotizzabili o meno prevedibili.

L’austerità si rende necessaria per sanare errori pregressi su politiche fiscali inadeguate, e sistemi pensionistici o assistenziali non equilibrati. In teoria, i deficit della crisi dovrebbero poter venire compensati dai surplus dei periodi di crescita. La crescita può essere solo il risultato di un medio periodo di produttività, sviluppo, libera concorrenza e pressione fiscale equa.
Nel nostro Paese urge trovare la strada per ottimizzare il rapporto debito pubblico/pil. Ma la via verso ripresa di efficienza e sviluppo trova problemi complessi. Teoricamente i tassi d’interesse bassi potrebbero portare all’equilibrio del rapporto nonostante una modesta crescita d inflazione e reale. Tuttavia i tassi d’interesse mondiali sono destinati a salire. Non solo: il nostro spread alza i nostri tassi. A quest’ultimo fattore contribuisce l’incertezza politica e l’inadeguatezza delle riforme sociali. A ciò si aggiunge la mancata crescita produttività e delle vendite: unita alla recessione mondiale potrebbe peggiorare il trend delle esportazioni, sinora trainante. Mancano infatti investimenti e domanda interna, in un contesto di stagnazione e di crescita demografica zero. A livello internazionale si  teme una nuova recessione mondiale e si accertano i danni dovuti dalle disfunzioni della globalizzazione.

Margherita Manara

Trackback dal tuo sito.

Margherita Manara

Margherita Manara

Giornalista per passione, curiosa per natura, free lance per vocazione, ha collaborato con le principali testate nazionali di quotidiani e riviste specializzate. I suoi interessi spaziano dal turismo all’economia, dalla moda al tempo libero. Non teme la noia, costantemente alla continua ricerca di nuovi stimoli e del bello, che si può nascondere ovunque. Ama il mare d’inverno e la montagna d’estate, scoprire località nascoste e angoli d’arte, conoscere persone. La cose più belle sono condividere la tavola ma anche gioia e avversità con gli amici e l’affetto con i propri famigliari.