ARMENIA, LA PERLA DEL CAUCASO

Scritto da Redazione on . Postato in Destinazioni, Itinerari

Paese dalla storia millenaria: dai monasteri (patrimonio Unesco), alle croci votive; al mitico monte Ararat al grande lago Seven. La ferita del Genocidio

Armenia.
Oggi non parleremo di Armenia, piccolo stato del Caucaso, se nel 1818 non ci fosse stata la cruenta battaglia di Sardarapat con la netta vittoria sui turchi. Quell’evento, a cui è dedicato un museo, segna l’inizio dell’identità di nazione e dello stato armeno. Alterne vicende si sono poi succedute: nel 1922 divenne la più piccola delle repubbliche dell’Urss, per ottenere infine l’indipendenza nel 1991. Ma tensioni e conflitti con i vicini azeri e turchi permangono tuttora. Con quest’ultimi è ancora aperta la ferita del Genocidio. Lo sterminio della popolazione cristiana è ricordato dagli armeni con il nome di Medz yeghern, ovvero, “il grande crimine”. Le uccisioni iniziarono tra il 23 e il 24 aprile del 1915 quando più di mille intellettuali vennero deportati verso l’interno dell’Anatolia e massacrati lungo la strada. Poi toccò alle famiglie: donne, bambini, anziani lasciati morire di stenti lungo la strada. Una vera e propria pulizia etnica, spietata e sistematica, che è costata la vita a circa un milione e mezzo di persone.

Basta visitare il mausoleo a Tsitsernakaberd dedicato al genocidio, ogni giorno tappezzato da migliaia di fiori freschi, per capire che le ferite del genocidio sono come stimmate nel cuore di ogni armeno. Paese dalla storia millenaria, con una natura e una cultura incredibilmente ricche, che affondano le loro radici nella notte dei tempi. Oltre alla suggestione dell’architettura religiosa e delle croci votive, alla visione del mitico – sacro monte Ararat, ancora conteso con la Turchia, dove si troverebbe l’arca di Noè, l’Armenia è famosa anche per il grande lago Seven. Non a caso viene definita laperladel Caucaso per la sorprendente bellezza di città e paesaggi. Ad iniziare dalla città sacra di Echmiadzin sede del catholikos, il Papa della Chiesa apostolica armena e si trova a circa venti chilometri della capitale Yerevan. La città venne fondata col nome di Vardkesavan nel IV o III secolo a.C Il re Vagharsh (117-140) ne cambiò il nome in Vagharshapat,  che tuttora è il nome ufficiale della città. Alcuni decenni dopo la città divenne la capitale dell’Armenia e rimase la città più importante del paese fino al IV secolo. Il monumento più importante di Echmiadzin è la sua cattedrale, costruita originariamente da San Gregorio Illuminatore come una basilica a volta nel 301-303, quando l’Armenia era l’unica nazione del mondo a riconoscere il Cristianesimo come religione di stato. Secondo gli annali armeni del V secolo, San Gregorio ebbe una visione di Cristo che scendeva dal cielo e colpiva il suolo con un martello d’oro per mostrare il luogo dove sarebbe dovuta essere costruita la Cattedrale. Quindi il patriarca diede alla chiesa e alla città il nome di Echmiadzin, che significa “il luogo dove discese l’Unico Figlio”. All’interno della cattedrale c’è un museo dove, secondo la tradizione, è custodita la “Lancia Sacra” ed un frammento dell’Arca di Noè. Attorno al lago Sevan, sorgono diversi monasteri, tutti tutelati dall’Unesco: da non perdere quello di Haghpt, X secolo, per molto tempo centro culturale oltre che spirituale, e il convento fortificato di Sanahin, altro sito Unesco.

Altro complesso monastico fortificato è quello di Akhtala. Nel monastero caratterizzato dai molti bastioni di difesa vivevano e lavoravano i più famosi artisti e politici armeni: qui venivano copiati e decorati con miniature i anoscritti. Nella capitale Yerevan, la città rosa per il colore delle pietre va visitato il museo Matenadaran con i suoi preziosi codici miniati. Una sosta la merita la chiesa di Santa Hripsimè, eretta nel 618, e i resti del tempio di Zvarnots, patrimonio Unesco; da vedere anche il sito megalitico di Metsamor, fortezza preistorica con funzione astrologica. Garni era una fortezza ellenistico-romana del III secolo a.C. che conserva un bellissimo tempio dedicato al dio Sole romano. Il complesso monastico di Novarank, sorge tra le pareti di un profondo canyon (lungo 8 chilometri) parzialmente scavato nella roccia. Meritano una visita anche i resti dell’antica città fortificata urartea di Erebouni, del VII secolo a. C. La semplice e peculiare architettura religiosa armena ha finito per influenzare non poco anche l’arte religiosa in Occidente. Peculiarità locale è il cognac, apprezzato in tutto il mondo.

Didascalie, dall’alto: 1) Antico monastero, tutelato dall’Unesco. 2) Vista sul lago Seven. 3)
Scene di vita. 4) Oggetti sacri, all’interno della Cattedrale a Echmiadzin . 5) Scene di vita.

Per info: www.travelarmenia.am

Testo e foto a cura di Donato Sinigaglia

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