Appuntamento con la grande arte

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Dal nulla al sogno, la Fondazione Ferrero dedica una mostra (fino al 25 febbraio 2019) a Dada e Surrealismo, con opere dalla Collezione del Museo Boijmans Van Beuningen.

 

 

 

Alba, Italia.
Lo scorso 26 ottobre, presso la Fondazione Ferrero , presieduta da Maria Franca Ferrero, di Alba, è stata inaugurata la mostra “Dal nulla al sogno“. Dada e Surrealismo dalla Collezione del Museo Boijmans Van Beuningen, che può essere visitata, gratuitamente, guidati dagli anziani dell’azienda fino al 25 febbraio 2019, tutti i giorni feriali, dalle 15 alle 19, i sabato ed i festivi, dalle 10 alle 19 (attenzione: la mostra rimarrà chiusa tutti i martedì, il 24, 25 e 31 dicembre 2018 ed il 1° gennaio 2019).

La mostra “Dal nulla al sogno“. Dada e Surrealismo dalla Collezione del Museo Boijmans Van Beuningen è stata immaginata da Marco Vallora secondo una logica espositiva che riflette le suggestioni surrealiste, nel modo di presentare le opere e di concepire un’arte non più soltanto museale e assopita.

In un meditato ed articolato percorso, la Fondazione propone, per il suo biennale appuntamento con la grande arte una nuova mostra di ambito internazionale, originale e diversa dalle precedenti. – spiega Marco ValloraLa mostra coinvolge libri, poesie, riviste, pamphlets di furente polemica reciproca, spezzoni di film, frammenti di musica, legati tutti ai due movimenti, lettere e manifesti, affiancati a tele e sculture innovative e spesso di rottura, di grande suggestione e rilevanza storica.

L’allestimento della mostra è stato curato dall’architetto albese Danilo Manassero.
La mostra “Dal nulla al sogno“. Dada e Surrealismo dalla Collezione del Museo Boijmans Van Beuningen si articola in nove sezioni, dai titoli avvincenti, come Il grado zero dell’arte Dada; Il Sogno; Eros, amour fou, trasgressione erotica; L’inconscio, il doppio, il perturbante; Arte e natura, la reinvenzione dell’uomo; Sade, Freud, Marx, muse inquietanti del vivere surreale; Esiste un’architettura surrealista? … che si inseguono, in una sorta di corridoio-fantasma dell’immaginario fantastico dell’avanguardia, con opere di grandissimo livello ed impatto. Le opere, che coesistono in un dialogo ora armonico ed ora contrastante, seguono una progressione tematica, con un’attenzione particolare alla cronologia degli eventi. Tutti i capolavori esposti riflettono alcune delle problematiche e dei temi che contribuiscono a segnare i confini tra la poetica nichilista del movimento Dada e quella più propositiva del Surrealismo.

La maggior parte delle opere esposte nella mostra proviene dal Museo Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, una delle maggiori realtà del Nord Europa, custode della collezione di Edward James (1907-1984), mecenate-collezionista, poeta e viaggiatore, che si divise tra la passione di Magritte e Dalí. Nella mostra di Alba si può ammirare, ad esempio, La reproduction interdite (1937), suo celebre ritratto sdoppiato allo specchio, firmato da René Magritte, che si augurava potesse diventare suo mercante cosmopolita.

Alle opere provenienti dall’Olanda il curatore Marco Vallora ha affiancato una mezza dozzina di altri capolavori di proprietà diversa, funzionali al suo discorso sul passaggio tra Dadaismo e Surrealismo. In mostra si possono ammirare anche documenti rarissimi, provenienti dai caveaux della biblioteca del museo olandese Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, che, come ha spiegato Sjarel Ex, direttore del museo, affianca disegni di Dürer, stampe di Goya, raccolte di vetri preziosi e oggetti di design a rare opere italiane, gotiche, rinascimentali, settecentesche: da Beato Angelico a Jacopo del Sellaio, da Butinone a Francia, da Veronese e Tiziano, a Guardi e Piranesi. Ma anche maestri fiamminghi del valore di Van Eyck o Rembrandt, Bosch e Brueghel, Rubens e Van Dyck, la scuola dell’Aja, con Van Gogh e Toorop, e poi francesi, da Fragonard e Boucher a Monet, Degas, Cézanne, e ancora Picasso, Mondrian e Rothko, senza contare i contemporanei, da Nauman a Cattelan. Capolavori che, finora hanno avuto una circolazione limitatissima, ma che presto saranno esposte nella nuova sede del museo, che sta accrescendo la sua superficie espositiva attraverso la costruzione di un deposito di alto profilo: nel 2021, infatti, sarà inaugurata la nuova sede, a fianco del museo principale, che ospiterà la collezione del museo, attualmente composta da 151.000 opere. L’edificio progettato dallo studio di architettura olandese MVRDV – ha spiegato il direttore del museo olandese – sarà il primo deposito interamente aperto al pubblico.

Dopo un tunnel introduttivo alla mostra “Dal nulla al sogno”, che accoglie il visitatore all’entrata (e che simula una sorta di viaggio dentro il corpo umano e i meandri dell’inconscio), si trovano le opere dadaiste di Man Ray, fotografo alla moda e di moda, collages astratti di Schwitters, sculture di Arp, oppure teleri bislacchi e provocatori del dandy spagnolo pariginizzato Picabia. Tele dai titoli spiazzanti come Vieni con me laggiù, Egoismo o Radio concerts, giochi sfrontati con l’immaginario, esercizi di non-pittura e di anti-arte, da inquadrare in un contesto di rifiuto, sovversione e anarchia.

In mostra ci sono anche disegni preparatori, una tela spettacolare di Dalí, ispirata al libro di Roussel Nuove impressioni d’Africa, il ritratto immaginario di Lautréamont di Man Ray, tre diverse Boîtes (La boîte verte, La boîte-en-valise, À l’infinitif) di Marcel Duchamp, i quadri subacquei di Tanguy, le invenzioni visionarie di Brauner, le bambole sadomasochiste di Bellmer, le fotografie di Claude Cahun, le scatole delle ombre di un poeta-artigiano liricissimo, come Joseph Cornell.

Info: Fondazione Ferrero

 

Giovanni Scotti

 

 

 

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